In video collegamento nei giorni scorsi a l’Anteprima di “l’Italia con Voi”, la trasmissione di Rai Italia dedicata ai connazionali all’estero, l’ambasciatore d’Italia a Mosca, Pasquale Terracciano, si è soffermato sulla situazione determinata dal Covid-19 in Russia. Terracciano ha spiegato come la città sia al momento in “lockdown parziale perché l’andamento dell’epidemia è ancora in una fase critica” e “a Mosca si registrano il 60% dei casi di contagio”. Le autorità consentono tuttavia una parziale ripresa perché il picco appare superato. L’Ambasciatore spiega poi quali misure sono state adottate in riferimento alla collettività italiana in Russia, 5mila connazionali “presenti un po’ ovunque, ma in maggioranza a Mosca e San Pietroburgo”.

“Dobbiamo considerare che qui non tutti gli italiani dominano il russo, che è una lingua difficile e per questo – segnala Terracciano – abbiamo fatto una convenzione con un ospedale privato, del gruppo delle ferrovie federali russe, con l’aiuto di un medico italiano e abbiamo previsto il ricovero in questo ospedale per tutti i connazionali che dovessero essere contagiati dal Covid. Per fortuna ne abbiamo avuti solo 5, che sono guariti e sono stati già dimessi”.

“Per quanto riguarda i rimpatri – prosegue l’Ambasciatore, – tutti quelli che avevano esigenza di rientrare, circa 700 connazionali, lo hanno già fatto con 3 voli che abbiamo organizzato noi come Ambasciata e con i Consolati insieme alle compagnie Neos ed Euroflot. Abbiamo altri voli programmati oggi e 12 giugno, con cui arriveremo a 1000 connazionali rimpatriati. Non ci sono casi di urgenza non soddisfatti in questo momento, ma prevediamo di continuare a organizzare collegamenti perché possono sempre sopraggiungere motivi per dover rientrare in Italia e quindi faremo fronte anche alle esigenze future”.

Terracciano ricorda anche la solidarietà dimostrata all’Italia da parte delle autorità russe e testimoniata concretamente con la missione “Dalla Russia con amore” che ha portato nelle province di Bergamo e Brescia, le più colpite dall’epidemia, circa 100 medici e operatori sanitari che hanno operato per due mesi e mezzo nell’ospedale da campo ivi allestito allo scopo, insieme al reggimento degli Alpini. “Poi ci sono stati molti benefattori che hanno donato materiale, come i ventilatori, urgentemente richiesti dalle nostre strutture ospedaliere, e dispositivi di protezione. Infine abbiamo ricevuto tutti i giorni qui in Ambasciata mail, lettere, cartoline, poesie, tanti segni toccanti di solidarietà da parte del popolo russo nei confronti di quello italiano" segnala ancora l’Ambasciatore, che invita i connazionali a contattare la rete consolare italiana in Russia in caso di necessità.

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