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Ancora una volta, tutto è filato secondo i piani dello zar. Le urne russe hanno spalancato a Vladimir Putin la strada verso la presidenza da qui fino al 2036, votando in massa a favore delle modifiche costituzionali che gli consentiranno di candidarsi per altri due mandati. Un risultato che però, secondo gli oppositori, è il frutto di una falsificazione su scala industriale I risultati ufficiali pubblicati giovedì, dopo il conteggio del 99,9% delle schede scrinate, hanno stabilito che l’ex funzionario del KGB – colui che ha governato la Russia per più di due decenni come presidente o primo ministro – può continuare indisturbato a farlo ancora: alla scadenza del mandato attuale, nel 2024, potrà candidarsi altre due volte, il che vuol dire – potenzialmente – governare fino all’età di 83 anni. La Commissione elettorale centrale ha dichiarato che il 77,9% dei voti conteggiati nel più grande paese del mondo ha sostenuto il cambiamento della Costituzione. Poco più del 21% ha espresso voto contrario. Ella Pamfilova, a capo della commissione, afferma che il voto è stato trasparente e che i funzionari hanno fatto di tutto per garantirne l’integrità. Il leader dell’opposizione Alexei Navalny, però, ha una visione diversa: per lui il voto è stato uno spettacolo illegittimo e illegale, progettato per legalizzare la presidenza di Putin a vita. "Non riconosceremo mai questo risultato", ha detto Navalny ai sostenitori in un video.

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