L'ultimo mistero di Pedro Calderon de la Barca è a un passo dalla soluzione. E la risposta potrebbe trovarsi nelle viscere nascoste di una chiesa di Madrid, grazie all'utilizzo di un georadar e alla passione di un gruppo multidisciplinare di ricercatori deciso a scoprire la verità intorno ad un enigma, quello sui resti del grande drammaturgo del 'Siglo de oro' spagnolo, che era stato iscritto sul marmo di una lapide della chiesa di Nuestra Senora de los Dolores, in Calle San Bernardo: "Calderon de la Barca, cappellano maggiore della congregazione di San Pietro apostolo, anno 1666. I suoi resti mortali depositati in chiesta chiesa sparirono nell'incendio e saccheggio dell'anno 1936".

Ebbene sì: in piena guerra civile spagnola. Quel che ancora manca per arrivare alla verità è un apposito permesso delle autorità locali: dopodiché il gruppo di esperti intorno ad Angeles Varela Olea, capo del dipartimento letteratura spagnola presso l'Universidad Ceu San Pablo della capitale spagnola, intende utilizzare un apposito radar in grado di individuare l'urna che conterrebbe i resti umani di Calderon de la Barca. Urna che era stata nascosta in un muro della medesima chiesa, e che, in sostanza, ha resistito al violento incendio che si verificò in questa chiesa durante uno dei momenti più convulsi e oscuri della guerra civile. Un episodio controverso, nel quale furono uccisi il parroco e otto fedeli.

Ebbene, a far riaccendere la luce sulla vicenda, come Varela Olea ha raccontato al quotidiano La Nacion, è stato un prete che sul letto di morte avrebbe confessato ad un altro membro della sua stessa confraternita che i resti che si credevano scomparsi dell'autore di "La vita è sogno" erano stati salvati e nascosti poco prima del rogo della Nuestra Senora. "Non possiamo continuare a dire che mancano e non fare nulla al riguardo. Non possiamo non cercarli, ponendo fine a questo mistero", ha spiegato la professoressa al quotidiano iberico. Il lavoro di questi 'Indiana Jones della letteratura" era stato interrotto dalla quarantena imposta dalla pandemia da coronavirus.

Ma ora, quando arriverà il via libera della Città di Madrid, grazie al georadar Varela Olea e il suo team di storici, archeologi e altri esperti sperano di individuare l'urna di Calderon: conoscono già quale sia il motivo ornamentale del manufatto, avendo trovato in precedenza una riproduzione di questo contenitore in legno di mogano e bronzo. Stando ai ricercatori, questo si troverebbe all'interno di una specie di cassa - un contenitore solido di solito fatto di mattoni - che lo avrebbe protetto dalle fiamme sprigionatesi 84 anni fa. Grazie alla tecnologia a raggi infrarossi il radar non è "invasivo" e il patrimonio artistico non è a rischio in nessun modo, assicura Varela Olea.

Inoltre, sarebbe facile rilevare la posizione dell'urna tra le pareti, dato il materiale con il quale è realizzato. Una volta rinvenuti, l'idea è di spostare i resti del grande drammaturgo nello stesso posto in cui si trovavano prima della guerra. Non è certo il primo trasloco per Calderon de la Barca. Non sorprendentemente, per un uomo di lettere così spesso al centro di avventure a loro volta degne di un gran romanzo storico, il corpo del drammaturgo (e religioso) è stato spostato cinque volte prima di trovare posto, nel 1902, alla Nuestra Senora de los Dolores.

Pur trattandosi di un curioso corto circuito della storia, non sorprende che qualche chilometro in là, al convento dei Trinitari Scalzi, fu sepolto, nel 1616, nientemeno che Miguel de Cervantes: neanche a dirlo apposta anche nel suo caso l'ubicazione della sua tomba verrà "perduta", tanto da far pensare che i resti fossero finiti in una fossa comune. Solo nel 2015, dopo anni di ricerche, è stato infine possibile individuare i resti dell'autore del Don Chisciotte: stavano dietro ad un muro nel medesimo concento.

Non finisce qui. In qualche modo, l'enigma dei resti di Calderon de la Barca si intreccia a doppia mandata con quello di un altro gigante della letteratura spagnola: Federico Garcia Lorca. È nella Plaza de Santa Ana, nel centro di Madrid - dove sorgono tra l'altro il Teatro Espanol (il più antico della capitale) e l'Hotel Reina Victoria, dove sono soliti alloggiare i toreri prima della Corrida (il leggendario Manolete qui riservava per scaramanzia sempre e soltanto la camera 220) - che la statua di Calderon convive con quella del poeta e drammaturgo delle "Bodas de sangre".

Com'è noto, Garcia Lorca fu fucilato dai franchisti proprio in quello stesso 1936 del rogo della Nuestra Senora de los Dolores. Il suo corpo non fu mai più ritrovato. Ed è qui che molto spesso i passanti lasciano un fiore a loro imperituro ricordo.

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