Il Belgio non aprirà i suoi confini ai cittadini dei 15 paesi che erano nella lista ammessa dell'UE dal 7 luglio. La decisione è arrivata in seguito ad una riunione del governo. L'Unione Europea aveva fornito la raccomandazione ai singoli paesi membri di revocare le restrizioni di viaggio per 15 paesi da 1 luglio, ma ciascuno stato avrebbe potuto decidere se adeguarsi alle raccomandazioni e quindi stabilire il proprio calendario per adottare (parzialmente) la decisione dell'UE.

Inizialmente, il Belgio ha rinviato la riapertura delle frontiere al 7 luglio e ha dichiarato che non era "certo" che i viaggiatori provenienti da tutti i 15 paesi sarebbero stati ammessi. Ieri, è stato deciso che i confini del paese rimarranno chiusi per un periodo lungo. I paesi UE nella lista bianca, lo ricordiamo, sono Algeria, Australia, Canada, Georgia, Giappone, Montenegro, Marocco, Nuova Zelanda, Ruanda, Serbia, Corea del Sud, Thailandia, Tunisia e Uruguay. Anche la Cina è nella lista, ma è soggetta alla conferma della reciprocità.

Secondo il governo belga, ci sono ancora troppi problemi di salute in quei paesi, o per alcuni non c'è reciprocità, il che significa che anche i belgi non possono viaggiare. Se i paesi limitrofi del Belgio decidono di consentire l’ingresso ai viaggiatori di quei 15 paesi, ci saranno controlli di frontiera senza preavviso per assicurarsi che non entrino in Belgio. La decisione comunque, sarà soggetta a valutazione costante.

Il ministro degli Esteri Philippe Goffin in precedenza aveva affermato che il Paese avrebbe impiegato almeno fino al 7 luglio per elaborare le disposizioni necessarie per riavviare i viaggi globali, "tenendo conto delle precauzioni sanitarie che sono essenziali per controllare l'epidemia".

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