Palazzo Chigi, sede del governo italiano (foto depositphotos)

Governo, lite continua. L’Italia del dopo virus (speriamo) ha fame di danaro. Economicamente è con l’acqua alla gola. Il viaggio del premier in Europa ha questo solo e unico obbiettivo. Stringe un patto con Spagna e Portogallo, la Merkel non si oppone e si va avanti con grande determinazione. Dice con forza Conte: "L’aiuto europeo non è negoziabile, se no salta tutto. Questa decisione deve essere presa entro fine mese". Le parole del presidente del consiglio la dicono lunga su come il nostro Paese è combinato. Eppure, nonostante la situazione non sia idilliaca (usiamo un eufemismo) tra le forze politiche di maggioranza ( e non) si continua a litigare.

LA LITE SU AUTOSTRADE Ora è la volta di Autostrade. Conte e il ministro Gualtieri la pensano in un modo (insieme con 5Stelle). Al contrario la De Micheli, responsabile dei trasporti, il partito democratico e Italia Viva sono di avviso contrario. Insomma è ancora braccio di ferro su quasi tutti gli argomenti. In un editoriale di stamane firmato da Stefano Folli (Repubblica) lo si dice apertamente. Oggi stiamo pagando "il patto di potere affrettato e un po’ raccogliticcio" che si raggiunse qualche mese fa per far fuori dal governo Matteo Salvini e la Lega. Autostrade :ecco il problema assillante che ancora una volta fa tremare Palazzo Chigi. Una mano al governo gliela dà la Consulta che ha dichiarato legittima l’esclusione Giorgia Meloni Matteo Salvini Giuseppe Conte dei Benetton dalla ricostruzione. Ma nella maggioranza non tutti ritengono che questa sia la strada giusta da seguire. Chi è titubante è proprio il ministro Paola De Micheli, titolare delle infrastrutture la quale prima sostiene che in agosto ci potrebbe essere un ritorno pro tempore a Benetton. Poi, invece, è più drastica e dice addirittura che entro oggi la questione dovrà essere risolta. Se no i Benetton saranno definitivamente esclusi dalla vicenda. Secondo altri, più oltranzisti, "i signori del casello hanno i giorni contati" e non si potrà fare altrimenti. Insomma, pare proprio che i nuovi equilibri del governo passino da Autostrade; ma non è tutta la verità. Di lacerazioni ce ne sono altre e spetterà a Conte trovare una via d’uscita per salvare la sua traballante poltrona. Le questioni da risolvere sono diverse.

POI C’È IL MES Si ritorna al Mes ed al danaro di cui ha bisogno il nostro Paese. Nel centro destra, gli unici ad essere favorevoli a prendere questi soldi sono gli esponenti di Forza Italia che però aggiungono riaccendendo la polemica: "Se noi diciamo si al fondo salva stati e il governo si salva, vuol dire che il governo non c’è più". Per vedere di risolvere le critiche che gli piovono addosso dall’opposizione, Conte convoca Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Ma si becca due risposte al fulmicotone. Il primo dice che ha altri impegni e quindi non può accettare; la seconda, più furbescamente, replica con un si, ma aggiunge che vuole che il colloquio avvenga in streaming.

ARCURI A SCUOLA Mancano gli aiuti Covid19: l’80 per cento dei decreti attuativi è ancora di là da venire; la scuola in crisi dovrebbe avere con il commissario Domenico Arcuri una boccata di ossigeno. Però c’è chi lo prende in giro e dice: "Finalmente torna a scuola". La confusione è grande. A Roma si evidenzia un nuovo scontro tra il governatore Nicola Zingaretti e il sindaco Virginia Raggi. Il nodo di questa lite è lo sgombero di un campo rom. L’uno e l’altra se ne attribuiscono la paternità. E nel frattempo la Capitale precipita in un profondo rosso da cui sarà difficile risollevarsi.

BRUNO TUCCI

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