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Continua l’intensa attività politica e organizzativa del Partito Democratico in Sudamerica. Dopo gli incontri con la Vice Ministro Marina Sereni, il Responsabile del dipartimento italiani nel mondo Vecchi e il Segretario Generale del CGIE Michele Schiavone, ieri è stata la volta di Marco Furfaro, Responsabile comunicazione del partito, che si è confrontato per quasi due ore con i segretari dei circoli PD dell’America Meridio- nale.

“Per gli italiani all’estero – ha dichiarato il coordinatore del PD Sudamerica Fabio Porta – la conoscenza è un elemento essenziale di partecipazione politica, anche in ragione dell’oggettiva difficoltà di accedere ad una informazione completa e soprattutto oggettiva. In questo contesto la comunicazione politica assume un ruolo ancora più centrale, soprattutto in Sudamerica dove i pochi strumenti di informazione rivolti alla comunità italiana sono alle prese con grandi difficoltà economiche e a volte con veri e propri attacchi alla libertà di stampa.”

“La presenza congiunta del Responsabile del dipartimento italiani nel mondo Luciano Vecchi e del Respinsabile della comunicazione del PD Marco Furfaro – continua Porta – ci ha permesso di approfondire il tema della comunicazione interna ed esterna al partito in maniera seria e strategica: valori e contenuti del nostro messaggio politico, strumenti vecchi e nuovi della comunicazione, presenza sui social e sul web in termini coordinati e integrati.”

“Continueremo questo impegno costituendo appositi gruppi di lavoro, sia a livello di ripartizione continentale che ovviamente a li- vello mondiale, in piena sintonia con il partito in Italia e con i nostri organismi rappresentativi”, ha concluso Fabio Porta, ricordando come “i risultati ottenuti nell’ultimo decreto rilancio e la loro tempestiva comunicazione hanno dimostrato che è possibile coniugare il costante impegno del PD a favore degli italiani all’estero con una parallela azione di informazione, anche per evitare i recenti spiacevoli episodi di ‘sciacallaggio informativo’ da parte di movimenti o partiti che fanno dell’appropriazione indebita del lavoro altrui un elemento sistematico della propria comunicazione.”

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