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Gli attacchi sono continui e sempre in maggior numero. Sindaci e governatori della grande maggioranza di città e stati stanno voltando le spalle. La comunità italo-americana negli Stati Uniti sta perdendo quella rilevanza raggiunta dopo decenni di sacrifici e discriminazioni? La decapitazione, la rimozione, il vandalismo continuo contro le statue di Cristoforo Colombo sembrano rappresentare un pericoloso percorso, che ha origini lontane, ma che finora soltanto in pochi hanno cercato di fermare. Sottovalutato all'inizio poi esploso da Chicago a Baltimore, una volta enclavi italiane, dalla California a New York, l'impressione è che gli italo-americani siano improvvisamente più soli. Monumenti portati via di notte, assalti contro il simbolo della comunità italo-americana 'certificati' da consigli comunali che sempre più numerosi hanno votato l'abolizione del Columbus Day per sostituirlo con l'Indigenous Peoples Day. Anche a livello federale ci hanno provato, tentativo per ora andato a vuoto, ma c'è da giurarci che ritenteranno. Il tutto poi in un periodo estremamente complicato: con il COVID-19 tutte le feste, religiose e no, che ogni anno portavano l'orgoglio di milioni di italo-americani nelle strade di città grandi e piccole, all'improvviso sono scomparse. Così in questo clima difficile siamo andati a chiedere le opinioni di italo-americani che la loro vita l'hanno dedicata alla comunità con tre semplici domande:

1) Colombo deve restare il simbolo degli italo-americani o deve essere sostituito?

2) Perchè, a parte rare eccezioni, le istituzioni USA non difendono più gli italo-americani?

3) Come si deve rispondere e quali iniziative sta portando avanti la vostra organizzazione?

Roberto Zanni

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