Il premier Conte (Depositphotos)

Se l’Italia si trova nella situazione attuale deve fare un grande mea culpa. Un vero peccato aver vanificato gli sforzi della scorsa primavera (leggasi lockdown) per una sorta di liberi tutti estivo che ha fatto sì che il virus si propagasse non solo nelle Regioni già maggiormente colpite, ma anche il altre. Le vacanze, insomma, potevano e dovevano essere gestite meglio. Ma tant’è. Ora bisogna guardare all’immediato futuro che di certo non sarà di rose o di fiori. Ma ancora una volta di grandi sacrifici. Anche se non dovessero esserci la chiusura totale, è chiaro che le misure restrittive che adotterà il governo porterà a ulteriori danni economici che colpirà gran parte della popolazione italica che ricadrà sulla già disastrata condizione della sanità pubblica del BelPaese. E i soldi, come si sa, non piovono dal cielo. Certo, ci saranno quelli del Recovery Fund che potrebbero addirittura arrivare tra non prima di un anno. Sempre che perverranno, perché l’Europa ha fatto capire che non bastano le parole e le promesse del premier Conte, ma serviranno tutta una serie di riforme e garanzie che al momento sembrano lontane anni luce. Insomma, per cercare di ‘apparare’ la mancanza di fondi non resta che il Mes: 37 miliardi di euro disponibili da sùbito. Ma in seno alla maggioranza non tutti propendono per questo fondo salva-Stati: il MoVimento 5 Stelle, per una scelta ideologica, non lo vuole. Una scelta assurda, anche il Il governatore di Bankitalia Ignazio Visco ha ‘benedetto’ il Meccanismo europeo di stabilità. Anche ieri Italia viva, tramute il deputato Marco Di Maio è tornato alla carica: "I soldi del Mes sono a disposizione subito; quelli del Recovery Fund forse a fine 2021. L’Italia ha bisogno ora di quei 37 miliardi, se vogliamo che il nostro sistema sanitario continui ad essere pubblico e universale". Molto critica sul mancato utilizzo del fondo anche Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati: "La seconda ondata della pandemia era attesa e stra-annunciata. Il governo non è stato in grado di preparare il Paese ad affrontare questa nuova sfida. Serviva, innanzitutto, attivare il Mes già lo scorso giugno: i fondi Ue sarebbero arrivati entro luglio e la nostra sanità ne avrebbe, senza alcun dubbio, beneficiato". "Cosa deve ancora succedere per comprendere che servirebbero subito per la sanità pubblica i miliardi di euro del Mes?", si chiede il governatore dell'Emilia Romagna Stefano Bonaccini. Incredibile invece Luigi Di Maio che ieri ha detto testualmente che l’Italia "non è in emergenza, chiedere il Mes significherebbe dire a tutti che siamo in emergenza". A lui ha risposto Osvaldo Napoli, del direttivo di Fi: "Evidentemente il ministro Di Maio è distratto quando si riunisce il Consiglio dei ministri. Come può dire che oggi non siamo in emergenza? Lo informo che lo stato di emergenza è stato prolungato al 31 gennaio 2021. Per evitare le file indecorose alle postazioni Covid, il governo italiano dovrebbe spendere soldi che non ha ma si rifiuta di prendere i soldi che ci sono nel Mes. Grazie a Di Maio e Conte gli italiani sono costretti a mille peripezie per fare un tampone. Di Maio continua a ingannare il Paese dicendo che il Recovery è dietro l’angolo quando invece il confronto fra i governi è impantanato e rischiamo di avere i primi aiuti a fine 2021. Tutto nella più assoluta indifferenza per la salute degli italiani che si vorrebbe di nuovo chiudere in casa quando sarebbe sufficiente moltiplicare per 100 o per 1000 i drive in dove fare tamponi. Un vero scandalo".

STEFANO GHIONNI

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome