L'affresco che raffigura Benito Mussolini

Nella Little Italy di Montreal, sulla Henri Julien Avenue all'angolo con Dante Street, sorge la chiesa centenaria Our Lady of La Difesa, in francese Notre-Dame-de-la-Defense. Fu inaugurata nel 1919, voluta dagli emigranti del Molise che erano arrivati nella città canadese, una maniera per ricordare il paese natio, Casacalenda, dove c'è il Santuario diocesano della Madonna della Difesa. È una delle tantissime chiese della città e anche per Our Lady of La Difesa, Montreal si è guadagnata il soprannome di 'City of 100 Bell Towers', la città delle cento torri campanarie. Imponente architettura romanica, la chiesa però nel tempo è diventata celebre per un particolare, abbastanza vistoso, che si trova all'interno: un grande affresco che raffigura Benito Mussolini a cavallo. Tutto vero, sì proprio il Duce. Ma perchè?

La storia è curiosa: fu completato nel 1933, quindi anni prima dell'inizio della Seconda Guerra Mondiale, a quel tempo Mussolini era apprezzato, in qualche modo, anche dai leader politici del Nord America per la sua forte leadership. Ma andiamo avanti, all'affresco. Fu voluto per celebrare i Patti Lateranensi del 1929, sottoscritti dallo Stato italiano e dalla Santa Sede, furono quegli accordi a sancire l'istituzione dello Stato Vaticano. Fu chiamato per quei lavori il pittore Guido Nincheri, ribattezzato per le sue opere il 'Michelangelo di Montreal'. Originariamente nell'affresco Mussolini a cavallo non era stato contemplato dall'artista, fu il clero a volerlo, tra santi, figure religiose e italiane importanti (c'è anche Guglielmo Marconi). Nincheri si piegò ai voleri di chi gli aveva commissionato l'opera, ma successivamente quel sì lo pagò caro: una volta cominciata la guerra infatti, fu incarcerato per le sue presunte (ma mai accertate) simpatie fasciste.

Guido Nincheri, autore dell'affresco: il 'Michelangelo di Montreal'

Durante il conflitto l'affresco fu coperto con un grande telo, poi tolto quando il conflitto finì. Non sono invece finite mai le polemiche e le petizioni per togliere definitivamente la figura di Mussolini. Visto come un omaggio al fascismo, quel dipinto però, nonostante tutto e tutti, ancora oggi rimane al suo posto, ben visibile a chi si reca nella chiesa della Madonna della Difesa. E dire che tante petizioni si sono susseguite nell'arco di questi ultimi 75 anni, senza successo però. Una dietro l'altra, l'ultima un paio di settimane fa, in seguito ad alcuni episodi che hanno visto coinvolte le statue (ma non solo) dedicate a Sir John A. Macdonald, scozzese, che nel 1867 divenne Primo Ministro del Canada (fu il primo), ma poi fortemente criticato per le sue azioni nei confronti delle popolazioni indigene. L'occasione per ripresentare una nuova petizione che però, se accolta, questa volta non toglierebbe la figura di Mussolini.

"Posso capire le persone che vogliono cancellarlo - ha sottolineato Luca Sollai, docente di storia alla Université de Montreal - ma in questo modo si perde la possibilità di informare, di educare maggiormente le persone su questa parte oscura della nostra storia". Così gli italo-canadesi della città insieme a storici e diversi personaggi pubblici, si sono accordati per una richiesta meno drastica: non più la rimozione del dipinto, ma la sua contestualizzazione con targhe e opuscoli che possano spiegare il rapporto tra la chiesa e lo stato italiano in quel preciso momento, onorando, allo stesso tempo, le vittime del fascismo in tutto il mondo. "Non vogliamo che scompaia - ha aggiunto Marco Piana, professore di storia allo Smith College - si tratta di qualcosa di importante, un capitolo oscuro, ma che non si deve dimenticare. Non vogliamo fornire una narrazione più sana e dimenticarci di quello che è successo".

La Chiesa Madonna della Difesa di Montreal

La petizione così è tornata, nuovamente, a bussare alle porte dell'Arcidiocesi di Montreal, ma questa volta in maniera più soft e soprattutto civile e sensata (non come succede negli Stati Uniti dove le orge di violenti liberals distruggono tutto il passato, compreso Cristoforo Colombo). E la risposta del clero è stata positiva: "I suggerimenti - è stato detto - appaiono abbastanza ragionevoli". Parole accolte con favore. "Sembra che ci si stia muovendo in una buona direzione - il commento del prof. Sollai - siamo felici che nella chiesa ci sia questa apertura mentale". Ed era già stato programmato un incontro tra le due parti, poi rimandato a causa del COVID-19. Si tratterà di attendere solo un altro po', anche se di sicuro però si può comunque già dire che Benito Mussolini resterà al suo posto.

Sandra Echenique

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