Il finto “Made in Italy” rischia di azzoppare le quotazioni del Grana Padano che a gennaio hanno toccato il livello più basso degli ultimi 8 anni fermandosi a 6,10 euro al chilo per la stagionatura di 10 mesi alla produzione. E’ quanto messo in evidenza da un’analisi elaborata da Coldiretti, sulla base delle rilevazioni della Camera di Commercio di Mantova, presentata in occasione della Fieragricola di Verona dove sono state mostrate le “brutte copie” diffuse nei diversi continenti del formaggio Dop più venduto al mondo.

UN PRIMATO A RISCHIO
Un primato messo a rischio anche dagli accordi di libero scambio con i quali la Ue ha legalizzato, dal Canada al Giappone fino ai Paesi sudamericani del Mercosur, l’agropirateria internazionale che fattura oltre 60 miliardi di euro con i “tarocchi” dei prodotti alimentari “Made in Italy”.

TAROCCATI DUE PRODOTTI SU TRE
“All’estero – sottolinea la Coldiretti – sono falsi quasi due prodotti alimentari di tipo italiano su tre che utilizzano impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che si richiamano all’Italia per prodotti che non hanno nulla a che fare con la realtà nazionale”.

IL “PARMESANO” IN URUGUAY
“In testa alla classifica dei prodotti più taroccati – continua la Coldiretti – ci sono i formaggi a denominazione di origine Dop a partire dal Grana Padano e dal parmigiano Reggiano che diventa Parmesan dagli Stati Uniti all’Australia, Parmesano in Uruguay, Reggianito in Argentina o Parmesao in Brasile o altro anche più fantasioso”.