Il giornalista Enrico Varriale

E ora irrompe la variabile Europa nello splendido duello scudetto cui stanno dando vita da inizio stagione Napoli e Juventus. Un unicum quello del campionato italiano visto che Bayern in Germania, Manchester City in Inghilterra, Barcellona in Spagna e PSG in Francia hanno già praticamente chiuso la pratica nei rispettivi tornei nazionali.

La cosa particolare è che questi squadroni hanno in classifica praticamente gli stessi punti conquistati in Italia da Napoli e Juve e con questo ruolino di marcia sono riusciti a fare il vuoto, cosa riuscita anche alle due big italiane che viaggiano però a braccetto, separate da un solo punto, in un’altalena di sorpassi e controsorpassi dettati dall’ora in cui le partite vengono collocate da un calendario che vede i bianconeri giocare, in questa fase, sempre prima degli uomini di Sarri.

Ora arrivano gli impegni europei e vedremo se riusciranno a separare in classifica la strana coppia. Comincia stasera la squadra di Allegri che riceverà a Torino il Tottenham, avversario da prendere con le molle. E’ chiaro che la Champions in casa Juve rappresenta il vero, malcelato, obiettivo stagionale. Lo stesso acquisto di Higuain due stagioni fa per la cifra monstre di 90 milioni nasceva sì dalla volontà di indebolire il principale avversario, ma anche dalla voglia di puntare con forza al bersaglio grosso solo sfiorato in questi ultimi anni di dominio assoluto In Italia. Il potenziale offensivo arricchito in questa stagione da Douglas Costa e Bernardeschi è stata un’altra mossa fatta soprattutto in chiave Europea.

Certo già a cominciare dalla sfida contro la squadra di Mauricio Pochettino il cammino verso la finale di Kiev si annuncia tutt’ altro che in discesa. Gli Spurs sono una squadra giovane e in forte crescita che hanno in Kane lo spauracchio ma anche altre notevoli frecce come Alli e Lamela. Sarà importante indirizzare la qualificazione già nella partita dello Stadium per non rendere ancora più pericoloso il ritorno a Londra dove gli inglesi come da tradizione si esaltano. E' chiaro comunque che la Juventus giocherà al massimo sul palcoscenico continentale, come ha fatto anche in Coppa italia, e che lo stesso Napoli, in chiave corsa scudetto dovrebbe tifare per il superamento del turno da parte dei bianconeri, che pur avendo una rosa più ampia e qualitativa di quella azzurra, se rimanessero impegnati su tre fronti disperderebbero energie fisiche e nervose maggiori.

Dal suo canto il Napoli giocherà giovedì al San Paolo col Lipsia i sedicesimi di Europa League. Già la competizione non ha mai esaltato l’ambiente partenopeo, a cominciare dal Presidente De Laurentiis che anche quando con Benitez arrivò alle semifinali del torneo lo ha sempre considerato una sorta di Serie B rispetto alla Champions da cui, in effetti, gli uomini di Sarri sono stati retrocessi quest’anno dopo l’eliminazione per mano di Manchester City e Shakhtar. In realtà però all’ombra del Vesuvio quest’anno la scelta è stata fatta per privilegiare un solo obiettivo: la conquista dello scudetto.

A rafforzare questa convinzione sono venuti, oltre allo straordinario cammino in campionato, anche gli infortuni di Milik e Ghoulam, con la brutta ricaduta di quest’ultimo ad accorciare una rosa che non può reggere il doppio impegno, visto che per motivi vari non si è riuscito ad allargarla sul mercato di gennaio. Con onestà Sarri ha già detto che contro i tedeschi, squadra ostica ai vertici della classifica della Bundesliga, farà ampio ricorso al turn over facendo riposare molti dei titolarissimi.

Fare all in su un unico piatto per il Napoli è quasi una necessità e forse anche un modo per concentrare tutte le energie fisiche e nervose sulla conquista del traguardo storico atteso da oltre trent’anni. La controprova si è vista proprio nell'ultima gara di campionato contro la Lazio. Impegno di per sé già ostico divenuto tutto in salita prima e durante la partita preceduta alla vigilia dal brutto infortunio di Ghoulam a pochi giorni dal ritorno in campo, e poi dal vantaggio laziale arrivato nel corso di un primo tempo di sofferenza.

In una partita da vincere a ogni costo per rispondere alla Juve che si era imposta, non senza polemiche arbitrali, a Firenze il giorno prima, gli uomini di Sarri hanno saputo pescare le motivazioni e risorse straordinarie per ribaltare la sfida in un fantastico secondo tempo che ha regalato al Napoli una vittoria tanto spettacolare quanto meritata davanti al sempre più entusiasta pubblico del San Paolo. Sarebbe sorprendente se anche col Lipsia la capolista della serie A dovesse fornire una prova di identica intensità, ma certo il Napoli non vorrà fare brutte figure puntando comunque a far risultato, anche se testa e cuore sono sintonizzate sulle frequenze nazionali più che su quelle continentali.

(di Enrico Varriale)