Il 14 aprile del 1963 nasceva a Montevideo l’Associazione Calabrese di Montevideo, un sodalizio che fa parte della storia della nostra comunità italiana. Un mese dopo nasceva, su iniziativa del Signor Abruzzini, uno dei fondatori, La Voce dei Calabresi. Erano ancora epoche di fermento nella nostra comunità.

I nomi che si ricordano sono Sfara, Magno, Romano, Gentile, Ferraro che, assieme ad un gruppo di calabresi, volevano sentirsi uniti e vincolati ad una cultura millenaria. Abbiamo visitato La Voce dei Calabresi e, come da 25 anni, ci ha ricevuto il suo conduttore principale Gianfranco Adamo assieme alla sua squadra: Javier Sergio, Giorgio Delli Santi e la Professoressa Maria Teresa Tortorella. Ma c’erano anche altri membri dell’Associazione ed uno dei suoi fondatori, Gino Cetraro.

 

Erano anni d’oro…. Nel 1963, l’Uruguay andava a gonfie vele, un paese ancora pieno di connazionali nati in Italia. Il senso di appartenenza era fortissimo e fu così che nacque l’Associazione Calabrese di Montevideo, ora nella sede “de la calle Rodeau” 1969. Questa associazione, che superò i 1000 soci tanti anni fa, subito contrattò uno spazio nella Radio Clarìn con la conduzione di uno dei fondatori, Abruzzini, che, assieme a una dozzina di corregionali, volle trasmettere informazione, cultura e tanto amore per la Regione.

Il pregio de LA VOCE DEI CALABRESI è che, in 55 anni di vita, non è stata mai spenta. Oggi la trasmissione viene messa in onda da Radio Centenario, tutte le domeniche, dalle 12 alle 13. Domenica, ora di pranzo, con migliaia di calabresi e non calabresi che ancora ascoltano le vecchie canzoni regionali, un breve Giornale Radio con notizie dall’Italia e concorsi a premi.

Oggi, il Dott. Gianfranco Adamo è il Direttore del programma e ci racconta: “Ormai sono 25 anni che, tutte le domeniche vengo alla radio per il nostro programma. È tutto fatto soltanto con amore, ognuno di noi ha il suo lavoro, la sua famiglia, ma la nostra  famiglia è anche la calabrese. I tempi sono cambiati tanto, ma se non cerchiamo di mantenere i nostri costumi e le nostre tradizioni, cosa resta ai nostri figli? – ci dice Gianfranco – Siamo dei Don Chisciotte, lo sappiamo e facciamo questo programma consapevoli che ormai, calabresi nati in Calabria ne restano pochissimi. Ma il richiamo della regione è intatto per noi e vogliamo trasmetterlo ai nostri figli e nipoti perchè la Calabria è la nostra terra. É così che cerchiamo di portare tutte le domeniche, quando si sta mangiando un po’ di pasta nelle case dei nostri ascoltatori, un pezzo della nostra cultura, delle nostre canzoni, delle nostre squadre di calcio, di tutto quel patrimonio che non possiamo perdere. Come hai visto, oggi abbiamo anche avuto il figlio di Gino Cetraro, Adriano, che ha appena 10 anni, ma vuole condurre il programma”.

Ovviamente alla trasmissione, c’era anche Gino, il papá di Adriano che sta per compiere 80 anni. Sarto di professione, è uno dei fondatori dell’Associazione e del programma radio. “Sono molto orgoglioso della nostra associazione e di questo programma che, da 55 anni, senza interruzioni, continua a portare nelle case dei nostri soci e di tutti gli italiani dell’Uruguay, un po’ della nostra cultura. Vedere come Adriano, il mio figlio più piccolo,
ha voglia di venire a parlare nel nostro programma, mi riempie di soddisfazione. Ricordo i primi passi, quando, nel 1963, il nostro carissimo Abruzzini, il nostro primo Presidente, uomo generoso e attivissimo, subito decise di pagare uno spazio in una radio locale per fare La Voce dei Calabresi. Fu un’idea bellissima che, ancora oggi, è una realtá. La Voce dei Calabresi ha compiuto 55 anni…..tanti auguri e, come si dice in dialetto…”nati ciento”.

Stefano Casini