La foto contestata di Ozil con il premier turco Erdogan

L'addio alla Nazionale del calciatore turco-tedesco, Mesut Ozil, ha scatenato una polemica politica, rilanciando il dibattito su razzismo e integrazione dei giovani con origini straniere in Germania. "La cancelliera stima molto Mesut Ozil come giocatore e ha apprezzato le sue prestazioni nella nazionale di calcio. Detto questo, le sue decisioni devono essere rispettate e non commentiamo le sue dichiarazioni", ha detto la portavoce della cancelliera Ulrike Demmer nella consueta conferenza stampa di governo.

LE PAROLE DELLA MINISTRA
"La Germania è un paese aperto al mondo e lo sport ha un ruolo importante nell'integrazione", ha continuato la portavoce. La ministra tedesca della Giustizia, Katarina Barley, ha twittato: "E' un segno di allarme quando un grande calciatore tedesco come Mesut Ozil non vuole più giocare nel suo paese per il razzismo e non si sente più rappresentato dalla Lega calcio tedesca (Dfb)".

"HO DUE CUORI, UNO TEDESCO, L'ALTRO TURCO"
Ozil aveva reso noto ieri un documento nel quale spiegava le ragioni del suo addio: "Ho due cuori, uno tedesco e uno turco" e "per me avere una foto con il presidente non aveva a che fare con la politica o con le elezioni, era per me un segno di rispetto verso l'ufficio più alto del paese di provenienza della mia famiglia". "Alcuni giornali tedeschi stanno usando il mio background e le foto con il presidente Erdogan per una campagna di destra e per la loro causa politica" e "hanno cercato di mettere un'intera nazione contro di me".

L'ACCUSA DI OZIL
Facendo riferimento diretto a Reinhard Grindel, presidente della federazione, il centrocampista ha aggiunto: "Alle persone con atteggiamento razzialmente discriminatorio non dovrebbe essere permesso di lavorare nella più grande federazione calcistica del mondo. Atteggiamenti come i loro semplicemente non riflettono i giocatori che rappresentano. Agli occhi di Grindel e dei suoi sostenitori, io sono tedesco quando vinciamo, ma io sono un immigrato quando perdiamo". "È con un cuore pesante e dopo molte considerazioni che - ha aggiunto - a causa degli eventi recenti, non giocherò più per la Germania percependo questo sentimento di razzismo e mancanza di rispetto".

LE FEDERCALCIO TEDESCA: "NON SIAMO LEGATI AL RAZZISMO"
Tirata in ballo, la federcalcio tedesca ha respinto al mittente le accuse di razzismo paventate da Ozil: "Rifiutiamo l'idea che la Dfb sia associata al razzismo - si legge in una nota - Dfb è sinonimo di diversità, da coloro che la rappresentano ai vertici fino alle persone alla base che vi si dedicano quotidianamente".

IL GOVERNO TURCO APPLAUDE OZIL
Mesut Ozil, nel frattempo, ha incassato il plauso del governo turco. "Mi congratulo con Ozil che, lasciando la nazionale ha segnato il gol più bello contro il virus del fascismo", ha scritto su Twitter il ministro della Giustizia turco Abdulhamit Gul. Il ministro dello Sport Mehmet Kasapoglu ha aggiunto: "Sosteniamo la presa di posizione onorevole del nostro fratello Ozil".