I giovani del Cavu riuniti a casa di Piergiorgio Boschiero

Sabato scorso si è svolta la decima edizione del raduno dei veneti nel mondo, un’iniziativa regionale che celebra la memoria dell’emigrazione. Tra i tre riconoscimenti “Eccellenze Venete 2018” assegnati dal governatore Luca Zaia, è stato premiato anche Piergiorgio Boschiero, nato a Fara Vicentino nel 1933 ed arrivato a Montevideo nel 1950, dove risiede attualmente.

Piergiorgio Boschiero con il governatore del Veneto Zaia

Boschiero è stato uno dei propulsori del Comitato delle Associazioni Venete dell’Uruguay (CAVU) che dal 1988 porta avanti progetti unitari tra le diverse associazioni provinciali e rappresenta i diversi gruppi di fronte alle autorità regionali. Per la giornata dei veneti nel mondo in Uruguay non è stata organizzata un’attività specifica. Tuttavia c’è un’importante novità che è stata anticipata a Gente d’Italia da Livia Boschiero, segretaria del Cavu e consultrice presso la Regione: “Faremo un censimento dei veneti in Uruguay. Per sapere quanti siamo e dove siamo. Siamo sparsi per tutto il paese, principalmente a Montevideo ma anche nell’interno. Non abbiamo informazioni e per questo vogliamo capire quanti siamo attualmente”.

L’iniziativa verrà presentata e discussa nei dettaglia domenica mattina in occasione del pranzo dell’Associazione Trevisana che si terrà presso la sede degli abruzzesi a Montevideo.  Durante la giornata, inoltre, si svolgeranno anche le elezioni per la nuova commissione direttiva del Cavu che attualmente è presieduta da Daniel Giammarchi. “Di questo progetto” - ha spiegato la Boschiero - “iniziammo a parlarne quattro anni fa ma poi per diversi motivi non è mai potuto partire. Adesso invece abbiamo deciso di realizzarlo”.

Attività CAVU 2017

Tra gli obiettivi del censimento c’è innanzitutto quello di “conoscere i numeri dell’emigrazione veneta in Uruguay” e, in particolare, “scovare quei corregionali e discendenti presenti nelle famiglie miste” per “poter creare una banca dati digitale aggiornata oltre ai nostri documenti che abbiamo già in cartaceo”. Furono migliaia le persone che sbarcarono nel Paisito nelle diverse ondate emigratorie tra la fine dell’ottocento e l’inizio del novecento: trevisani, bellunesi e vicentini per la maggior parte, poi padovani e in misura minore rovigotti e ancor meno veneziani.

L’altro aspetto fondamentale del censimento è quello che consentirebbe di “far conoscere il Cavu ed impegnarsi per assicurare una rappresentanza migliore presso le autorità in Italia”. Molto forte, d’altronde, è l’esigenza di far riscoprire il Cavu secondo la rappresentante vicentina: “Ricordo gli inizi del nostro comitato, facevamo un pranzo al mese la domenica presso la sede della Combattenti. C’era sempre il pienone e venivano tutte le varie associazioni provinciali. Vivevamo bellissimi momenti. Oggi stiamo attraversando una fase diversa e si fa fatica a incorporare le nuove generazioni come succede più in generale nella collettività italiana. Il censimento può essere un’occasione per allargare il nostro pubblico”.

(di Matteo Forciniti)