Magazzino Italian Art si trova a Cold Spring, nello stato di New York. È uno spazio artistico situato nella Hudson Valley e che si dedica in modo particolare alla arte della Postwar e Contemporary Italian Art. Un centro dedicato alla cultura italiana che ora, attraverso Magazzino Italian art Foundation, si arricchisce ancora con l’annuncio della apertura di un nuovo ‘Centro’ di ricerca che avrà anche borse di studio annuali (Fellowship Program). E Francesco Guzzetti è stato il primo studioso invitato.

Il Centro di ricerca si trova nello stesso edificio che è sede del Magazzino, non si vuole chiamarlo museo. Il Centro ha al suo interno una vastissima biblioteca con oltre 4.000 pubblicazioni, 300 libri rari oltre a un archivio di arte e design italiano che, partendo dagli anni Cinquanta arriva fino ai giorni nostri. Questa nuova iniziativa ha l’obiettivo di offrire a studiosi, ricercatori, studenti, visitatori una maniera davvero unica di approfondire, sul suolo degli Stati Uniti, l’arte contemporanea italiana e le opere che il Magazzino ospita nelle proprie collezioni.

Un aspetto importante della nuova iniziativa lanciata riguarda il programma di borse di studio che ha l’intenzione di offrire finanziamenti a quegli studiosi emergenti, di differente
provenienza che hanno la missione di arrivare a progetti di ricerca indipendenti. Ecco allora il primo beneficiario, Francesco Guzzetti, che dopo aver conseguito un post-dottorato alla Harvard University con una tesi di dottorato alla Scuola Normale Superiore di Pisa, approfondirà in collaborazione con il Magazzino i suoi studi, le sue ricerche su uno dei movimenti culturali più particolari e unici che hanno visto l’Italia protagonista, l’Arte Povera.

Guzzetti nel suo lavoro parte dal 1969, l’ultimo periodo del movimento artistico, per arrivare fino alla fine degli anni Settanta. Guzzetti vuole trasformare la sua ricerca in una pubblicazione anche attraverso il legame tra l’arte italiana e il mondo internazionale artistico in particolare quello dell’arte postminimalista e concettuale anche seguendo l’attuale mostra in programma sull’arte povera.

Tony Porpiglia-Caterina Pasqualigo