Come prevedibile e anticipato, nella giornata di ieri il comandante della nave Mare Jonio, Pietro Marrone, è stato iscritto nel registro degli indagati dai magistrati della Procura di Agrigento, titolare dell’inchiesta sullo sbarco dei 48 migranti a Lampedusa. La Procura ha anche convalidato il sequestro probatorio della nave disposto ieri dalla Guardia di finanza.

Sono due le ipotesi accusatorie a carico di Marrone. Si tratta di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e della violazione dell’articolo 12 del testo unico del codice della navigazione, per il mancato rispetto dell’alt intimato nella notte tra lunedì e martedì dalla Gdf.

Sull’argomento è tornato a parlare nuovamente il ministro dell’Interno Matteo Salvini, soddisfatto per le decisioni prese: “C’è stato finalmente il sequestro di un’imbarcazione. Il provvedimento è stato confermato dalla procura di Agrigento e per me è un fatto storico perché vuol dire che non erano mie ipotesi che ci fossero illegalità”.

“Vuol dire che, se qualcuno si finge soccorritore, è fuorilegge”, ha aggiunto. “Bene che i migranti siano scesi dalla Mare Jonio e che ora siano al sicuro. È stata una fortuna che siano stati visti dall’aereo della Ong svizzera e che siano stati salvati”. Così la portavoce dell’Unhcr Carlotta Sami ha commentato su Radio Capital, la situazione della nave da cui martedì sono sbarcati a Lampedusa 50 migranti.

“La situazione nel Mediterraneo è rischiosa, più che mai”, ha avverito la Sami, “arriva una persona viva su due”. Secondo dati del ministero dell’interno, però, c’è stata una sola vittima dall’inizio dell’anno: “Loro parlano dei corpi recuperati. Fanno un uso distorto delle parole. Dall’inizio dell’anno in Italia sono arrivate circa 400 persone e ne sono morte almeno 150. Purtroppo non ci sono navi delle Ong, non c’è più un sistema di soccorso”.