Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al disegno di legge Salva mare. Lo rende noto il ministro dell’Ambiente Sergio Costa su Facebook dicendo “ce l’abbiamo fatta, è iniziata la guerra alla plastica. Siamo solo al primo passo ma fondamentale”. I pescatori-spazzini che raccoglieranno la plastica con le reti non saranno più sanzionati ma potranno scaricarla nei porti.

Risanare l’ecosistema marino, promuovere l’economia circolare, sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulla necessità di non abbandonare i rifiuti in mare e sulla loro corretta gestione, tutto agevolando i pescatori nel conferimento dei rifiuti pescati accidentalmente evitando loro sanzioni ma, anzi, incentivandoli a portare i rifiuti negli impianti portuali di raccolta. Sono gli obiettivi della cosiddetta “Legge salva mare”, ovvero il disegno di legge per la promozione e il recupero dei rifiuti in mare e per l’economia circolare. In particolare, il ddl disciplina la gestione e il riciclo dei rifiuti raccolti dai pescatori con le reti durante la pesca o volontariamente, ad esempio durante campagne di pulizia del mare.

Agli imprenditori ittici che conferiscono rifiuti pescati accidentalmente o volontariamente viene riconosciuta una certificazione ambientale che attesta l’impegno per il rispetto del mare e per la pesca sostenibile. In sostanza, i rifiuti raccolti accidentalmente sono equiparati a quelli prodotti dalle navi che vengono depositati in impianti ad hoc in porto come deposito temporaneo. Per evitare che i costi di gestione gravino solo sui pescatori e sugli utenti dei porti è previsto che siano coperti da una componente della tariffa relativa al servizio integrato dei rifiuti. Per promuovere il riciclo della plastica, il ministro dell’Ambiente stabilisce i criteri con cui i rifiuti pescati accidentalmente pescati o volontariamente raccolti cessano di essere qualificati come tali.

“L’inquinamento marino da plastica è ormai un’emergenza planetaria, alimentata ogni anno secondo le stime dell’ONU da 8 milioni di tonnellate di rifiuti in plastica. Oltre ad inquinare, la plastica si scompone in pezzi sempre più piccoli che vengono ingeriti e bioaccumulati da pesci e specie marine, entrando così nella catena alimentare. Proprio pensando a queste criticità lo scorso luglio ho depositato una proposta di legge per consentire ai pescatori di raccogliere i rifiuti che incontrano in mare e di portarli a terra. Senza per questo dover sostenere loro i costi dello smaltimento. Come deciso dalla Conferenza dei Capigruppo la proposta, di cui sono anche relatrice in Commissione Ambiente, approderà in Aula alla Camera a giugno”. Lo afferma la deputata LeU Rossella Muroni, sull’iter della sua proposta di legge contro il marine litter (rifiuti marini).