Forze dell’ordine mobilitate e interventiste, 550 interventi nel 2018, a Vicenza. Violenze e altri reati, ma commessi da chi? Dai soldati Usa, marines di stanza nel Vicentino. Recentissimo l’ultimo pestaggio, le vie della movida diventano zona rossa. Chi la violerà sarà punito in base al codice militare.

I marines ne hanno combinate davvero di tutte, nelle zone del passaggio nella città del Palladio. Il divieto di frequentazione è scattato dopo la corsa al pronto soccorso dell’ospedale di Riccardo Passero, ricoverato ormai da una settimana con una prognosi di quaranta giorni. La faccia tumefatta, la mandibola fratturata in più punti, e un delicato intervento chirurgico di ricostruzione. Passero e l’amico Kevin Menesello sono le ultime vittime dei raid dei marines statunitensi di stanza a Vicenza, spesso ubriachi fradici. Grandi consumatori di spitz in Contrà Pescherie Vecchie.

Il motivo del pestaggio? Uno sguardo di sbieco è bastato e avanzato per scatenare i militari evidentemente piuttosto alticci. Ultimo di una lunga serie, l’episodio ha tracciato una netta linea di demarcazione nel rapporto tra la città e le forze armate statunitensi. Il Prefetto di Vicenza ha riunito i vertici militari e gli amministratori comunali più volte. Autentici testa a testa, da cui è scaturita la decisione di istituire una zona rossa nell’area della Vicenza bene. La zona della movida.

Per quarantacinque giorni i soldati della “173rd Airborne Brigade”, la brigata dei paracadutisti, non potranno accedere nell’area vietata. “Il personale che non rispetterà il divieto sarà deferito e punito secondo le norme previste dal codice di giustizia militare”, informa il colonello Kenneth Burgess. Il comandante ha emesso una dura circolare che coinvolge in pratica circa tremila soldati. Il provvedimento non ha precedenti a Vicenza. Il sindaco vicentino Francesco Ruocco ringrazia per questo le autorità militari statunitensi. A Vicenza i cittadini statunitensi sono 13mila, tra militari e civili. Divisi in due caserme, la Ederle e la Del Din, e trentuno edifici, tra alloggi, ospedali e bar.

La convivenza non è mai stata facile, ma negli ultimi anni si è registrata una chiara acuta escalation di interventi delle Forze dell’ordine. Chiamate ad intervenire per problemi causati appunto dai militari statunitensi. Droga, violenze sessuali, incidenti stradali, disturbo della quiete pubblica. A Vicenza arrivano e passano giovani che provengono dalle zone di guerra, Iraq e Afghanistan. Quando tornano dalle missioni sono i più scatenati. E di conseguenza, dopo mesi di privazioni, sempre più spesso superano i limiti. Vanno oltre. Il sindaco leghista di Vicenza è chiamato quindi a gestire pesanti problemi di ordine pubblico. Come se non bastassero quelli che causano gli extracomunitari, presi di mira dalla Lega.

La commissione interna della Armed forces disciplinary board, dal 15 gennaio 2019, ha proibito ai militari l’accesso al locale di via Zamenhof, il Custom, frequentato dai giovani militari statunitensi. Una pattuglia congiunta è stata poi istituita a marzo. Si è dedicata in esclusiva ai marines in libera uscita. Composta dai carabinieri della Selaf e dalla Military Police, espleta il servizio nei week-end: esce a mezzanotte dalla caserma Ederle e controlla a tappeto le strade della movida.

La pattuglia mista, comunque, non ha conseguito grandi risultati. E non è riuscita ad evitare il pestaggio del 29 novembre scorso. Un ignobile venerdì notte di violenza. I carabinieri in pattuglia raccontano di aver incrociato un conoscente che la sera precedente aveva avuto uno scontro verbale con un soldato americano. E forse per questo il gruppo italiano è stato poi circondato. Botte da orbi per loro, spintoni, calci. Momenti di terrore, riferiti da Riccardo e Kevin. Le voci dolenti e terrorizzate di un gruppetto composto da una trentina di persone. I familiari dei giovani vicentini aggrediti si sono già rivolti agli avvocati: pronte le carte per la causa.

I carabinieri sono intanto al lavoro per identificare i picchiatori statunitensi. Non dovrebbe essere difficile risalire agli autori della bieca aggressione: le telecamere di videosorveglianza hanno ripreso la scena. I fotogrammi rappresentano il chiaro punto di partenza dell’indagine aperta in Procura. Sconcezze come questa sono ormai (si spera erano, dopo la circolare del comando Usa) momenti di violenza disgustosa e inaccettabile nei fine settimana notturni a Vicenza. Il sindaco leghista Ruocco ha convocato addirittura il consigliere politico dell’esercito statunitense in Italia, Peter Brawford. E gli ha chiesto in maniera esplicita e inequivocabile di tenere lontani, per un po’ di tempo, i soldati Usa dalle zone della movida in centro città.

Vicenza approva il segnale del primo cittadino, ritenendolo importante. Stufi di violenza americana, di militari Usa ubriachi e prepotenti, fuori delle righe, e di pestaggi notturni, i vicentini sono con il loro sindaco. I militari americani richiamati all’ordine, qui siete ospiti, questa non è casa vostra. E non è il posto per squallide esibizioni di violenza, di arroganza e prepotenza. Gli States sono da un’altra parte, con tutto il rispetto.