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Lo specchio della realtà del Coronavirus si è infranto su suggestioni nuove che hanno chiuso in faccia la porta alla verità. Le decine di decessi registrati finora in Italia vengono definiti irresponsabilmente come inderogabili, quasi necessari. Si cita come, in larga parte, si tratti di soggetti oltre gli 80 anni, con altre, significative patologie a loro carico. Una tesi apertamente giustificazionista per paventare una morte, in qualche modo, apertamente annunciata. Un alibi oggettivamente incredibile anche perché appare raro conoscere anziani ottantenni perfettamente in forma. Nella società italiana si fa strada, impietosamente, il concetto che si tratti di figure secondarie, inutili, fatalmente destinate a questa fine. Relitti del Paese che non pesano sulla coscienza di nessuno, quasi scorie della società. Per cui, alla fine, almeno ufficialmente c’entra poco il Coronavirus,, le cause erano preesistenti, il contagio conta poco o nulla ed anzi, magari nell’occasione è servito a sfrondare i rami secchi, a fare un po’ di pulizia doverosa, naturale, legata in fondo alle leggi del tempo. Ovviamente, credo che ad 80 anni, indiscutibilmente, ognuno si interroghi sul suo futuro, sullo spazio che gli resta. Ma aggiungere a questo sentimento di frustrazione anche quello di una società che, ufficialmente, ritiene quasi “doverosa” la tua scomparsa mi sembra sinceramente troppo. In controtendenza, del resto a milioni di famiglie, che, attraverso la pensione dei nonni ottantenni, reggono il proprio complesso bilancio mensile. Tutto questo solo perché bisogna giustificare i decessi e tranquillizzare i mercati finanziari, così come si deve arrestare la caduta quotidiana del Mib, dello Spread, del Pil. La riduzione del numero di controlli, dei tamponi utilizzati, annacquando dati e contagi, nonostante il parere contrario dell’Istituto Superiore della Sanità, appare ora la maschera più drammatica di questo incredibile romanzo. In questo contesto, la notizia della settimana arriva dalla provincia cinese di Hubei, dove la signora Hu Hanyng, 98 anni, è stata dimessa, guarita dal Coronavirus, dall’ ospedale di Leishenshan dopo una cura di antivirali e passeggiate al sole. Finalmente, l’ ufficiale, concreta conferma di un’ ultranovantenne di riprendersi il suo posto nella società. Una notizia quasi trascurata da stampa e tv nazionali. Nel tritacarne mediatico del Paese fa infatti più comodo l’ approccio debole e fragile legato alla figura degli anziani e dei pensionati. Un disegno perverso. Sviluppato con l’amen di un’intera Nazione. GIUSEPE SCALERA