Il clima da unità nazionale che si è respirato, ieri, alle Camere ha retto bene quando si è trattato di votare lo scostamento di bilancio chiesto dal governo, per mettere in campo una manovra aggiuntiva da 25 miliardi.

Toni diversi, tuttavia, si sono registrati sul fronte giustizia, quando il Guardasigilli Alfonso Bonafede si è presentato in Aula, prima al Senato e poi a Montecitorio, per l’informativa urgente sulla situazione nelle carceri dopo le rivolte e gli incidenti scoppiati nei giorni scorsi. È lì che la distanza tra maggioranza (ma anche all’interno della stessa coalizione giallorossa) e opposizione è tornata a manifestarsi in tutta la sua virulenza.

Il centrodestra, a cui si è aggiunta la pattuglia renziana di Italia Viva, ha chiesto le dimissioni del capo del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria. Forza Italia e Lega, hanno ribadito la richiesta di dimissioni del ministro pentastellato. Nelle file della maggioranza, si è registrata la posizione critica del senatore di Leu Pietro Grasso il quale ha storto il muso di fronte alle “misure attivate in ritardo”.

Il M5S ha provato invece a fare scudo sull’operato del Guardasigilli ringraziando il lavoro delle forze dell’ordine durante le sommosse: “Lo Stato non si piega né mai si piegherà ad alcuna forma di ricatto”. Il Pd, infine, ha chiesto che sia fatta piena luce sulle responsabilità.