Mai come adesso. Non era successo dopo l’attacco terroristico dell’11 settembre 2001 e nemmeno subito dopo uccisioni di massa e neanche quando uragani di forza 5 minacciavano la Florida. Una corsa come quella a cui si sta assistendo ora, per l’acquisto di armi da fuoco e munizioni, non ha precedenti in Florida in particolare, ma più in generale in tutti gli Stati Uniti.

Solo per restare nello Sunshine State, e per fare un esempio, venerdì scorso la crescita nella vendita di armi da fuoco ha toccato il +500%, con 13.192 controlli, quelli che per legge vengono effettuati per l’acquisto di pistole e fucili, contro i 2.646 dello stesso giorno del 2019. E quando si parla di controlli, i cosiddetti ‘check’, si parla praticamente dello stesso numero di armi vendute.

Da marzo 17, St. Patrick Day fino a sabato scorso nella Florida i controlli, che poi danno generalmente il via libera all’acquisto, avevano raggiunto la pazzesca cifra di 56.677, mentre nel 2019, nello stesso periodo, si erano fermati a 11.842. E mentre l’anno scorso il volume dei checks del FDLE (Florida Department of Law Enforcement) Firearm Purchase Program aveva registrato una calo del 16% rispetto al 2018, finora la crescita ha raggiunto il 38%.

E questo boom, se così si può definire, avviene nel Paese, gli Stati Uniti, che al mondo ha la più grande popolazione di proprietari di armi: il 40% degli americani afferma infatti di possedere o vivere in una casa dove c’è n’è almeno una. Ma anche con questi numeri la caccia all’acquisto è diventata in un certo senso forsennata, quasi come se si trattasse di disinfettante per le mani, mascherine, carta igienica o acqua minerale. Armi e munizioni: quest’ultime poi sono state nelle ultime ore addirittura razionate da alcuni ‘gun shop’ dello stato, vista l’eccezionale richiesta avuta anche in seguito alla crescita esponenziale di armi che, lo confermano i dati ufficiali, non ha intenzione di fermarsi.

In febbraio, per fare un paragone, la FDLE ha reso noto che erano stati effettuati 116.238 controlli, dei quali 21.258 erano stati eseguiti per il porto d’armi e 60.000 circa per l’acquisto di pistole. Ma dall’inizio di marzo, con il Coronavirus che ha cominciato ad espandersi, ecco che il ritmo ‘normale’ di febbraio, ha subito una accelerata drammatica. Ammo.com, che vende online, ha rivelato che in Florida l’incremento ha raggiunto complessivamente il 235%, ma andando nei particolare ecco allora le munizioni da 9mm che hanno toccato il +315%, niente però rispetto a quelle per i fucili che, a seconda dei calibri, sono andate dal +368% fino al +413%.

“Credo che si tratti di un comportamento troppo istintivo da parte dei consumatori – il parere di Jorge Corbato, proprietario di Nebulous Ordnance Defense a Miami – un po’ come è successo con l’accaparramento della carta igienica. Davvero possiamo credere che questo virus è apocalittico? Ma c’è anche da aggiungere che un’arma in momenti di disperazione offre un conforto tangibile. Per me una pistola è come un estintore e preferisco averla piuttosto che no. Offre sicurezza se il mondo va male”. Corbato, che ha fatto parte del U.S. Rifle Team, gestisce una rivendita di armi e in questi giorni sta consigliando ai suoi clienti la pistola Glock, prezzo sui 500 dollari oppure, più adatta per la protezione della casa, una Remington 870, da soli $300.

“Ma durante il Coronavirus non cerco proprio di spaventare nessuno – ci tiene a rimarcare – non convincerò mai qualcuno a comprare una pistola, perchè possedere un’arma da fuoco è una grande responsabilità. I miei clienti sono di livello, ma se dovessi vedere qualcuno un po’ strano non gliela venderei mai”. Ad Hialeah Samuel Rivera, proprietario di Gunaholic, ha visto una crescita delle vendite del 60% e il suo stock di 100 armi in un attimo è sceso a 18, ha effettuato subito un ordine al suo distributore, ma la risposta è stata che era tutto esaurito e che non sapeva quando sarebbe stato in grado di rifornirsi. Ma chi compra? Più donne e anziani del solito, ma si vendono anche giubbetti antiproiettili, taser e spray al peperoncino.

Donne e persone anziane – ha spiegato Rivera – sono stanchi di essere vittime designate e affermano di aver paura di essere derubati al bancomat o in casa. Ma io cerco di calmarli, ripeto sempre loro che qui non siamo in Venezuela”. Ma è fuori discussione: c’è paura. “La gente – ha raccontato Charlie Berrane di Warrior Gun Range che si trova non lontano da Miami Beach, al Doral – non sa dove porterà questo virus e nemmeno se si potrà dipendere dagli agenti di polizia. Le persone vogliono essere più autosufficienti”.

di SANDRA ECHENIQUE