Difficile capire oggi che il maggior scrittore italiano per ragazzi, Gianni Rodari, sia stato un semplice redattore dell’Unità, quotidiano del Partito Comunista Italiano, per il quale curava l’inserto "Il Pioniere" dedicato alle giovani generazioni. Gianni Rodari (Omegna 1920 – Roma 1980) è stato un giornalista, scrittore per ragazzi, pedagogista, poeta, paroliere, un vero maestro della letteratura dell’infanzia, tradotto in tutto il mondo, unico vincitore italiano del prestigioso Premio Andersen nel 1970. Un vero inventore di storie come rammenta il volume "Grammatica della fantasia" del 1973, sua opera principale, vero e proprio trattato dell'arte di inventare storie. Tra i suoi libri più significativi: "Le avventure di Cipollino", "Gelsomino nel paese dei bugiardi", "Filastrocche in cielo e in terra", "Favole al telefono", "Il libro degli errori", "C’era due volte il barone Lambert".

A cento anni dalla nascita e a 40 della morte, l’Italia rende omaggio a questo straordinario inventore di storie che ha allargato la fantasia di intere generazioni. Rodari è stato partigiano, insegnante elementare per alcuni anni, poi giornalista per ‘L’Unità’, il ‘Pioniere’ e ‘Paese Sera’. Ha cominciato a pubblicare i suoi libri per ragazzi a partire dagli anni Cinquanta, ottenendo subito un enorme successo di pubblico e critica con traduzioni in tutto il mondo. "Tutti gli usi della parola a tutti, non perché tutti siano artisti, ma perché nessuno sia schiavo" scrivono dalle Edizioni Einaudi Ragazzi, editori unici dell’opera dello scrittore. Per l’anno del centenario ci sono in cantiere nuove edizioni, oltre che mostre degli artisti che hanno illustrato i libri dell’autore. Tra questi "Cento Gianni Rodari – Cento storie e filastrocche – Cento illustratori" (Einaudi Ragazzi), per i bambini dai 6 anni, che raccoglie cento tavole realizzate da alcuni tra i migliori illustratori al mondo che hanno scelto ognuno la propria favola o filastrocca di Rodari preferita, in omaggio al più grande autore italiano per ragazzi.

Nella sua città natale, affacciata sul lago d’Orta, sperano che l’emergenza sanitaria cessi per organizzare il Festival Rodari in programma a ottobre. Si tratta dell’evento di letteratura per l’infanzia più noto in Italia, abbinato all’omonimo premio assegnato dal Comune di Omegna e dal Parco della Fantasia Gianni Rodari. In occasione del centenario nascerà poi il Museo Rodari, una sede museale integrativa e complementare delle iniziative già in essere al Parco della Fantasia e che vuole essere una vetrina per tutta la città di Omegna. Tra strabilianti avventure, moderne fiabe e filastrocche intramontabili nella vasta opera rodariana ricorrono tante tematiche attuali oggi più che mai: dalla pace alla solidarietà, dal dono alla protesta civile, senza dimenticare l’ecologia e l’importanza di preservare il pianeta, con un’attenzione ambientale davvero ante litteram per l’epoca. L’esempio più noto è senza dubbio "Ci vuole un fiore", la filastrocca musicata da Sergio Endrigo e diventata uno degli stornelli per bambini e adulti più cantati di sempre. Ma sono tanti anche i testi meno noti che rivelano l’attenzione alla natura da parte del noto autore.

Al Rodari ecologista Stefano Panzarasa ha dedicato un libro intero "L’orecchio verde di Gianni Rodari", corredato da un cd dove ha musicato poesie e filastrocche ecopacifiste dell’autore: "Lo consideravo uno dei più grandi scrittori italiani per l’infanzia, poeta e creatore di bellissime favole ma un giorno è successo qualcosa di più. Quasi quindici anni fa al Parco dei Monti Lucretili, dove lavoro nel campo dell’educazione ambientale, iniziammo a pensare di istituire il Consiglio del Parco dei Ragazzi: tra i materiali ricevuti durante un seminario, trovai quella filastrocca di Gianni Rodari. L’ho musicata e incominciata a cantarla insieme ai bambini delle scuole dove lavoro" racconta Panzarasa. Nella filastrocca "Un signore maturo con un orecchio acerbo" Gianni Rodari parlava di un uomo con un orecchio rimastogli "acerbo", "bambino", "verde", con il quale riusciva a capire quello che i bambini dicono, i loro sogni, le loro aspirazioni. Ma non solo: ascoltava anche la voce della natura, delle nuvole, degli alberi, degli uccelli, del torrente. La filastrocca è datata 1979, pochi mesi prima della sua morte, e non è difficile immaginarla come un testamento dell’autore, sognatore e visionario, che già dagli anni ’60 delineava un "mondo migliore", che ora potremmo definire anche più consapevole dal punto di vista ambientale.

"Ho continuato a musicare e cantare le sue filastrocche, rendendole ballate o punk rock, - prosegue Panzarasa, - ho imparato a fare il pane e a vivere più a contatto con la natura. Credo che dalle sue parole ci sia ancora da imparare, per gli insegnanti e per tutti noi". Il sito di riferimento – vista la sospensione delle manifestazioni pubbliche è 100giannirodari. com. Ha fatto in tempo ad andare in scena al Teatro Manzoni di Milano l’opera musicale originale "Favole al Telefono": fiaba in musica, che riunisce alcune delle sue più celebri favole. Tra "Aggiusta Telefoni" e "Madama Phoné", il bambino Giovannino e altri stralunati personaggi, un viaggio tra filastrocche e giochi di parole organizzato dalla Fondazione Aida di Verona, The Bernstein School of Musical Theatre di Bologna e il Centro Servizi Culturali Santa Chiara di Trento. Einaudi festeggia lo scrittore con nuove edizioni: "Cento Gianni Rodari" è l’omaggio alle sue storie dei migliori illustratori di oggi.

"La Freccia Azzurra" ha l’introduzione di Neri Marcorè, fan di questa fiaba diventata film d’animazione (di Enzo D’Alò) nel 1996, e appena restaurato. Sono in libreria gli albi "L’omino di niente" (Emme Edizioni), da "Favole al telefono", illustrato da Olimpia Zagnoli, e "Bambini e Bambole" (Emme Edizioni), da "Il libro degli errori", e con i disegni di Gaia Stella. È stato invece rinviato a data da destinarsi il tributo allo scrittore della Bologna Children’s Book Fair che sta allestendo una mostra dedicata ai 21 migliori illustratori che hanno lavorato alle sue storie con le tavole di Bruno Munari e Emanuele Luzzati, Beatrice Alemagna, Gaia Stella e tanti altri. Il 10 aprile 1980 Rodari si fece ricoverare in clinica a Roma, per farsi operare alla gamba sinistra, data l'occlusione di una vena; morì quattro giorni dopo, il 14 aprile, per collasso cardiaco. Aveva 59 anni. Le sue spoglie sono sepolte nel Cimitero del Verano, tomba n° 60, reparto 131.

Marco Ferrari