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Anche per la U.S. Navy è meglio l’Italia. Anche per le navi da guerra. Infatti il Governo a stelle e strisce ha decretato il successo della Fincantieri nel bando che prevede, e solo nella prima fase, la realizzazione di 10 fregate (che diventeranno 20). Il contratto di progettazione e costruzione, nel suo dettaglio, ha un valore iniziale di 1,28 miliardi di dollari e copre la prima delle imbarcazioni con l’opzione anche per le altre nove per un valore complessivo di 5,58 miliardi di dollari (circa $781 milioni ciascuna).

Si tratta delle FREMM, acronimo che significa Fregate europee multi-missione che verranno realizzate nel cantiere di Marinette Marine, nel Wisconsin, che fa parte del gruppo Fincantieri dal 2009. E il gruppo italiani per assicurarsi questa importantissima, e prestigiosa commessa, ha svolto un grande lavoro negli Stati Uniti, portando la FREMM negli States, non solo per una dimostrazione delle qualità della imbarcazione, ma anche per lavorare a fianco delle navi statunitensi al largo delle coste. Il successo italiano è ancora più significativo vista la concorrenza che era in lizza, tutta statunitense: da Huntington Ingalls Industries (il più grande gruppo americano per la costruzione di navi militari, si trova nel Mississippi) a General Dynamics Bath Iron Works (altro cantiere a stelle e strisce, del Maine) con il design Navantia’s F100 e infine Austal USA (sede in Alabama) che presentava una versione potenziata della propria nave da combattimento trimarano.

Secondo quanto reso noto, per la costruzione del primo esemplare ci vorranno sei anni, dovrebbe essere varata nel 2026. Il secondo ordine è previsto per il 2021, con tempi di costruzione leggermente minori, 5 anni e mezzo, come dire che la seconda fregata dovrebbe essere in mare tre mesi dopo la prima. U.S. Navy provvederà poi anche a una significativa parte dell’equipaggiamento, inclusa una variante del radar AN/SPY-6, ma questi costi non sono compresi nella commessa da 5,58 miliardi di dollari. “La fregata missilistica – ha spiegato l’ammiraglio Mike Gilday, Chief of Naval Operations – sarà una parte importante della nostra flotta”.

Le fregate che saranno realizzate dall’azienda italiana, sono navi da guerra multi-missione più piccole e più letali, ma anche meno costose rispetto ai cacciatorpediniere, fondamentali in periodi di crescenti minacce. E la Marina statunitense necessita di navi proprio di queste dimensioni più corazzate rispetto a quelle in uso attualmente, note come navi da combattimento costiere, criticate anche per non essere in possesso di una necessaria potenza di fuoco.

“Si tratta di una grande vittoria per il Nord-Est del Wisconsin, l’America e il mondo libero – ha dichiarato Mike Gallagher, membro del House Armed Services Committee in rappresentanza del Governo USA. Ma, si può aggiungere, si tratta anche di una grandissima vittoria per il made in Italy, ancora una volta trionfatore sul territorio statunitense. E con questa commessa saranno almeno 1000 le nuove assunzioni alla Fincantieri Marinette Marine, che diventeranno 5000 se si considerano anche i posti di lavoro indiretti. Lo scorso novembre c’è stata anche la visita del Vice Presidente degli USA MIke Pence, una sosta al cantiere di Marinette che in passato ha già realizzato delle navi per la U.S. Navy. La storia di questo cantiere navale risale al 1942 quando fu fondato sulle rive del Menominee River, il fiume che bagna Marinette, come parte della crescita del settore durante la Seconda Guerra Mondiale.

Nel 2000, azienda privata, fu acquistata dalla The Manitowoc Company per circa 48 milioni di dollari che poi nel gennaio 2009 la vendette alla Fincantieri per 120 milioni di dollari. Dalla sua fondazione Marinette Marine ha prodotto oltre 1300 navi e pur essendo principalmente un cantiere per navi commerciali ha avuto diversi contratti dalla Marina USA, ma questo, sotto l’ombrello Fincantieri è indubbiamente il più importante. Fincantieri, presieduta da Gampiero Massolo e con Giuseppe Bono amministratore delegato, è una azienda pubblica italiana, il più grande costruttore di navi in Europa e quarto al mondo. Nel 2019 ha avuto un fatturato di 5,8 miliardi di euro e complessivamente ha circa 20.000 dipendenti.

Le origini risalgono al 1959, quando fu fondata, il 29 dicembre, unendo quasi tutti i i grandi gruppi cantieristici a partecipazione statale dell’epoca. Tra le innumerevoli navi che sono uscite da Fincantieri, anche prima della nascita ufficiale del 1959, non si può dimenticare il Rex, varato l’1 agosto 1931, il più grande transatlantico mai costruito (fino al 1991 quando fu realizzata la Costa Classica) che poi nel 1944 affondò nelle vicinanze di Trieste dopo essere stato bombardato dalla Royal Air Force.

di ROBERTO ZANNI