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Non accenna a “districarsi” la matassa legata al nodo scuola. Se, infatti, ieri è arrivato il via libera dai governatori al documento dell’Istituto Superiore di Sanità che fissa le “linee guida” per il ritorno in classe in sicurezza, resta ancora insoluto il problema dei trasporti. Come viaggeranno i ragazzi e soprattutto: come ed in che modo si potrà garantire il rispetto delle distanze a bordo dei mezzi? Irrisolto, però, resta anche il problema legato alla rilevazione della temperatura: toccherà ai genitori misurarla, a casa, ai loro figli, prima che questi si rechino a scuola oppure, come ha suggerito il governatore campano Vincenzo De Luca, dovrebbero essere gli istituti a prendersi questo incarico, dotandosi di termoscanner installati agli ingressi? Dal canto suo, il Comitato tecnico scientifico, non ammette mezzi termini. L’obiettivo, spiega la “task-force” di esperti della Protezione Civile, resta quello di “riaprire la scuola in sicurezza e di tenerla aperta”. Ma “se i contagi dovessero tornare a schizzare”, così come in parte teme lo stesso Cts, proprio in concomitanza con la riapertura delle scuole, “non sono esclusi lockdown locali”. Dubbi comunque restano anche sull’utilizzo delle mascherine al banco, argomento che ancora divide la stessa comunità scientifica: per i bimbi da 6 a 10 anni se si riuscirà a mantenere il distanziamento, non dovrebbero essere necessarie. Ma il problema è appunto come riuscire a far rispettare le distanze di sicurezza in contesti in cui numerosi presidi, che proprio in questi giorni si sono visti recapitare materiale disinfettante e dispositivi di protezione (a tal proposito, dal Ministero sono stati stanziati 3 milioni per kit riservati ai ragazzi meno abbienti), sono ancora a caccia di banchi monoposti, aule più grandi e suppellettili in grado di tutelare i ragazzi ed il personale scolastico. Insomma: a poco più di due settimane dal suono della prima campanella, l’incertezza regna ancora sovrana a tal punto che il leader del Carroccio Matteo Salvini ha già annunciato che il primo atto della Lega alla riapertura delle Camere sarà proporre il voto di sfiducia contro il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina.

STEFANO GHIONNI