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Caro Direttore, poteva citare Benito Mussolini, che con ottant’anni di anticipo rispetto al Movimento 5stelle ridusse la Camera dei deputati esattamente a 400 membri. Poteva citare Licio Gelli, che, cinquant’anni dopo, al punto dieci del Piano di rinascita democratica della P2 previde un drastico taglio della rappresentanza parlamentare. Luigi Di Maio ha invece voluto citare Nilde Iotti, e ancora una volta ha mentito. Oppure si è, ancora una volta, sbagliato. Una forzatura in malafede? Un errrore in buonafede? Non si sa cosa sia peggio per un ministro in carica. A smentirlo, comunque, è stato Giorgio Frasca Polara, non un giornalista qualsiasi ma l’ex portavoce di Nilde Iotti. La quale, ha scritto Frasca Polara, non ha mai e poi mai teorizzato un taglio lineare della rappresentanza parlamentare come hanno invece fatto i grillini. Un taglio fine a se stesso. "È francamente un po’ avvilente che Di Maio scenda a questi livelli di falsificazione dei fatti", ha concluso l’ex portavoce della presidente, comunista, della Camera. È avvilente, certo, ma è perfettamente coerente con la sistematica falsificazione della realtà che caratterizza, non da oggi, l’azione fintamente politica, in quanto essenzialmente demagogica, di Luigi Di Maio e del Movimento 5stelle.

Andrea Cangini

Senatore Forza Italia

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Estimado Director del quotidiano "La gente d’Italia" como lectora asidua desearía precisar a través de este medio que la información del día 22 de agosto 2020 con el título " C’è forte preocupazione al Comites di Montevideo sulla possibile chiusura dei corsi di italiano in tutto l'Uruguay" , no contiene una información correcta o puede considerarse incompleta. Se detalla de la nota que hay nuevos requisitos para los entes gestores como ser el de financiamiento para proyectos presentados con recursos propios del 20% , pero no se aclara que en la circular número 3 del 31 de Julio de 2020 del Ministerio degli Affari Esteri dice que: " se tendrán en cuenta las especificidades locales y las eventuales dificultades (de Entes Gestores) para encontrar financiamiento" , por lo tanto era importante haber aclarado esto o tener más información (consultando a quien corresponda) antes de emitir información que genere preocupación por la pérdida de la enseñanza de la lengua italiana en las escuelas del país. Además creo que la voluntad del MAECI es apoyar y colaborar con todo lo relacionado con la difusión de la lengua y cultura italiana, y no la de clausurar cursos de italiano. Un cordial saludo y desde ya agradezco su publicación.

Ana C. Canepa

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Caro Direttore, il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero ricorda la tragedia di Mattmark, un villaggio situato nelle alpi svizzere del cantone vallese, dove il 30 agosto del 1965 persero la vita 88 lavoratori, tra questi 56 italiani. Sono trascorsi cinquantacinque anni da quel dramma, che si consumò ai piedi del ghiacciaio Allalin, dal quale si staccò un enorme blocco di materiale composto di neve, ghiaccio e rocce per scendere a valle e terminare la sua caduta sul cantiere dove alloggiavano e lavorano diverse centinaia di operai: donne e uomini. Era quello il periodo delle costruzioni di grandi opere pubbliche. La diga di Mattmark sarebbe stata la più grande costruzione di un bacino per produrre energia elettrica e fornire corrente a numerosi comuni svizzeri. Quindi avrebbe contribuito a generare ricchezza, sviluppo, progresso e civilizzazione. Quelle opere sono il lascito di una generazione di uomini e donne che sapevano di contribuire al futuro e allo sviluppo sociale ed economico di interi territori, società e famiglie. La gratitudine non verrà meno, neanche a distanza di anni, verso coloro che con grandi sacrifici hanno creato le condizioni per modernizzare e rendere meno duri i tempi della vita. I nostri emigranti sono stati pionieri di numerose storie straordinarie, memorabili e di successo che, in particolare a Mattmark come a Marcinelle e altrove nel mondo, purtroppo hanno dato un tributo in termini di vite umane. Nella commemorazione del 55esimo anniversario della tragedia di Mattmark a loro e alle loro famiglie, ai figli dei nostri connazionali emigrati, è rivolto il nostro pensiero e la nostra gratitudine.

Michele Schiavone

Segretario Generale Cgie