Compagnie aerei senza licenza di trasporto, sospese da Enac. Resta a terra Air Italy, dopo che il tredici gennaio era toccato a Ernest, una low cost. Non possono imbarcare passeggeri, Air Italy a partire dal venticinque agosto. E non sono autorizzate a vendere biglietti, trasportare passeggeri o merci. È quanto si può reperire dal bollettino dell’Enac. Air Italy è l’ex Meridiana rilanciata nel 2018 con il quarantacinque per cento di Qatar Airways. In quell’occasione l’amministratore delegato dell’aviolinea di Doha, Akbar Al Baker, aveva annunciato che il vettore sardo-qatariota avrebbe posseduto cinquanta aerei nel giro di mesi e avrebbe trasportato dieci milioni di passeggeri nel 2022. Tre mesi dopo rilanciava con l’assunzione di diecimila persone. Finita in liquidazione in bonis l’undici febbraio scorso, prima dello scoppio dell’emergenza sanitaria, Air Italy ora è scivolata completamente fuori dei giochi.

Nata nel 1963 per volere dell’Aga Khan, in Costa Smeralda, all’aeroporto di Olbia, e con un hub a Milano Malpensa per i voli intercontinentali, è il secondo vettore italiano. Diventata Meridiana poi Meridiana Fly, dopo una serie di turbolenze è stata rilanciata nel 2018. L’Enac le ha sospeso l’autorizzazione in poco più di sette mesi. I lavoratori della compagnia hanno manifestato davanti al ministero dei Trasporti. Rischiano il licenziamento, restano comunque in bilico e nell’occhio del ciclone 1.531 dipendenti. Il Governo ha garantito loro dieci mesi di cassa integrazione, attraverso il “decreto agosto”.

Ma cos’è la documentazione di una compagnia? Intanto è costituita da un certificato di operatore aereo, il Coa che attesta che “la compagnia aerea è in possesso della capacità professionale e dell’organizzazione aziendale necessarie ad assicurare l’esercizio dei propri aeromobili in condizioni di sicurezza”. Il Coa deve essere supportato, dopo il rilascio, da una licenza di esercizio che consente a un’impresa di “effettuare a titolo oneroso il trasporto aereo di passeggeri, posta e/o merci secondo le modalità indicate nella licenza stessa”. La decisione di sospendere la “licenza di trasporto” è stata presa da Enac dopo che “sono venuti meno i presupposti per il mantenimento della licenza, a seguito anche della sospensione della Coa richiesta dal vettore, che aveva restituito gli aeromobili alla società di leasing”.

Nel primo anno il bilancio di Air Italy si è chiuso con 164 milioni di euro di rosso. Le perdite sono aumentate nel 2109 fino a sfiorare i duecento milioni di passivo, in conseguenza dell’avvio di rotte senza profitto e del blocco del Boeing 737 Max. L’azienda ne aveva tre in dotazione. I due soci, Alisarda e Qatar Airways, di fronte alla prospettiva di dover ricapitalizzare, non hanno trovato l’intesa. Da qui la dichiarazione di liquidazione in bonis. La soluzione estrema, divenuta ormai inevitabile. L’ex Meridiana, successivamente, ha restituito i Boeing 737 tradizionali e i Max. Rimessi anche gli Airbus A336 noleggiati. A qual punto, si è ritrovata senza aerei di proprietà. Gli altri asset, in realtà, sono gli slot. Una ventina di coppie a Linate e pochi all’aeroporto Jack Fitzegerald Kennedy di New York.

Enac ha chiarito al Corriere della Sera che “la società Air Italy ha comunicato che non utilizzerà gli slot assegnati, che al momento non possono essere riaffidati”. Non più riaffidabili perché “la procedura di liquidazione è ancora in corso”. Il botto di Air Italy non giunge improvviso. Chi è addentro alle questioni aeree è in grado di garantire che si tratta di fine annunciata. In estate ci sono stati due incontri in video-conferenza tra i liquidatori e i sindacati sulla sorte dei 1.453 dipendenti. Il governo garantisce dieci mesi di cassa integrazione, ma in parallelo è stato già avviato l’iter per il licenziamento collettivo. Un ceffone a fronte di una carezza leggera.

La sospensione della licenza di trasporto di Air Italy provoca immediati riflessi sui vettori nazionali. Tutti, nessuno escluso: Alitalia e la divisione regionale CityLinner, entrambe in amministrazione straordinaria dal 2017, Blue Panorama del gruppo Uvet, Neos del gruppo Alpitur e Air Dolomiti della Lufthansa. Come dire, una mezza tragedia collettiva. Comunque, nuovi disagi a raffica. Non c’è nulla di più grave dei licenziamenti. Air Italy è ferma negli hangar, decollo e volo quasi non le appartengono più.

Franco Esposito