Si dice Venezia e si parla d’Europa. Saranno otto direttori artistici dei principali festival cinematografici europei a inaugurale la 77esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica che apre i battenti mercoledì 2 settembre alla Sala Grande del Palazzo del Cinema al Lido. Sono la migliore rappresentanza della comunità dei festival cinematografici dell’Europa e del mondo, alcuni saltati per colpa del Coronavirus. Gli otto direttori sono Alberto Barbera (Mostra di Venezia), Carlo Chatrian (Berlinale), Thierry Fremaux (Festival de Cannes), Lili Hinstin (Festival di Locarno), Vanja Kaludjeric (Rotterdam Film Festival), Karel Och (Karlovy Vary), José Luis Rebordinos (San Sebastian), Tricia Tuttle (London Film Festival). Tutti insieme intendono, in questo anno eccezionale, ribadire l’importanza dell’arte cinematografica in segno di solidarietà per l’industria del cinema mondiale duramente colpita dalla pandemia e per i colleghi costretti a cancellare o a rinviare i loro festival.

Venezia 2020 prende l’avvio con una novità: sarà un film italiano ad aprire le proiezioni. Solo tre le pellicole italiane che hanno avuto questo privilegio in trent'anni. Tre registi, tre cast, tre storie che sono state il biglietto da visita di altrettante Mostre, che si aprono tradizionalmente con la cerimonia, i discorsi ufficiali, le parole emozionate della madrina e proseguono con il film inaugurale che ha sempre un significato che va al di là del primo calcio di inizio. "Una storia semplice" di Emidio Greco aprì per la 48esima edizione nel 1991, "Baaria" di Giuseppe Tornatore la 66esima nel 2009, "Lacci" di Daniele Luchetti per la 77esima, la più difficile per il cinema mondiale in tempi di pandemia. "La cosa più complicata è scegliere il film d'apertura - dice il direttore Alberto Barbera – perché deve essere spettacolare, avere personaggi che possano provocare identificazione nel pubblico che cerca emozione e tensione".

La Mostra che apre i battenti mercoledì è molto più organizzata del solito per le misure sanitarie che sono imponenti e imposte dai numeri del Covid. Vedremo quindi gli addetti ai lavori e gli ospiti muniti di mascherine, gel e guanti. Roberto Cicutto e Alberto Barbera, il presidente e il direttore, dicono che quest'edizione è all'insegna del coraggio e della ripartenza. Quasi una necessità per il mondo del cinema ma anche per gli esercenti costretti a lunghi periodi di chiusura delle strutture. Qualche fotografo già protesta per una sorta di muro issato davanti alla passerella. Barbera spiega che quella struttura serve per permettere ai fotografi di lavorare in sicurezza. Il pubblico eviterà l'assembramento, ma in sala ci sarà. Per gli accreditati e gli ospiti si dovrà lavorare e muoversi tutto il giorno con la mascherina, richiesta non solo in sala ma anche in fila e in tutte le zone all'aperto nel recinto della Mostra, cui si accede da nove varchi.

Il regista Daniele Lucchetti

La prenotazione virtuale dei posti è ufficialmente avviata a cominciare proprio dal film "Lacci" di Daniele Luchetti, tratto dal romanzo di Domenico Starnone e scritto con lui.  Nella pellicola compiono i migliori attori del momento: Alba Rohrwacher, Luigi Lo Cascio, Giovanna Mezzogiorno, Adriano Giannini. Sono i primi di un elenco di presenze italiane che puntano a un pubblico internazionale: "Notturno" di Gianfranco Rosi, già invitato a Toronto e a New York e "Miss Marx" che Susanna Nicchiarelli ha girato appositamente in inglese. Per quanto riguarda le presenze straniere, si deciderà come annunciato all'ultimo minuto, in base a come cambiano le cose. Ci saranno i premiati, quelli con le cariche istituzionali, la presidente Cate Blanchett e i giurati, poi Tilda Swinton e Ann Hui che ricevono il Leone alla carriera, l'attrice scozzese accompagnata da Pedro Almodóvar con cui ha girato un corto intitolato "The human voice". Altri grandi ospiti, da Clive Owen a Greta Thunberg, da Andrew Garfield a Shia LaBeouf, molto probabilmente faranno collegamenti a distanza.

Una Mostra all’insegna della prevenzione e priva di mondanità: niente party sulla spiaggia, inviti molto ristretti per la cerimonia al Palazzo del cinema, prenotazioni disdette, lunghissime file in entrata e uscita dalle sale. Daranno forfait le grandi stelle americane per lo slittamento dei premi dell'Academy. Mancando poi le uscite nelle sale, Venezia si candida a fare la traino per una possibile ripresa del settore. Anche se la Mostra si apre con una amara sorpresa: la biglietteria online è stata attaccata dagli hacker. "Pare che il sito sia stato oggetto di un attacco di hacker!", ha scritto il direttore della Mostra, Alberto Barbera, su Instagram rispondendo a un follower che ieri lamentava come il sito per le prenotazioni fosse "in crash da un bel po'". "Non riusciamo a prenotare niente", aveva scritto l'utente amareggiato. La prevendita dei biglietti, che quest'anno per regole di contenimento dell'emergenza sanitaria avviene solo online, si è aperta il 21 agosto.

MARCO FERRARI

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