Nuovo tackle durissimo di Forza Italia nei confronti del governo sul tema del Mes, un tema che in seno alla maggioranza non riesce a trovare una quadra (il M5S sembra fregarsene dei bisogni dei fondi di cui ha bisogno la sanità italiana). Ad aprire le danze ieri è stata Anna Maria Bernini, presidente dei senatori azzurri, secondo la quale sono insufficienti i soldi destinati alla sanità dalla manovra, passati da 2 a 4 miliardi: "Un raddoppio significativo, ma del tutto insufficiente, viste le palesi carenze che stanno emergendo con la seconda ondata di Covid, tanto che il consulente del governo, Ricciardi, parla senza mezzi termini di epidemia fuori controllo. Da qui la domanda: "In questa babele, torna una domanda cruciale: perché il consiglio dei ministri non ha neppure preso in considerazione l'utilizzo dei 37 miliardi del Mes?". Duro anche Osvaldo Napoli, del direttivo di Forza Italia alla Camera: "l governo ha assicurato 4 miliardi in più per fronteggiare la pandemia, ma saranno disponibili dal 2021". Insomma, per Napoli non c’è tempo per aspettare il 2021: "La vice ministro Laura Castelli ha annunciato l'istituzione di un fondo ad hoc. Tutte cose di là da venire. E tutto questo accade perché rimane il no dei Cinquestelle all'utilizzo del Meccanismo europeo di stabilità e perché il Pd piega la testa". Così invece Daniela Ruffino, deputata di Forza Italia. "I 4 miliardi sarebbero stati preziosi per rafforzare la decontribuzione per le imprese mentre alla sanità avrebbero recato benefici notevoli i 36 miliardi del Mes". Sulla stessa scia Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati: "Speranza festeggia per i 4 miliardi che saranno stanziati, con la manovra, per il Servizio Sanitario Nazionale. Ma non sarebbe stato meglio attivare il Mes, avere a disposizione subito 37 miliardi, e magari usare questi 4 per altro?". Ma anche Italia viva, che fa parte della maggioranza, continua nel pressing: "Accettiamo subito il Mes. Ne avevamo bisogno mesi fa per attivare il potenziamento della medicina di prossimità", il commento della senatrice Daniela Sbrollini. Anche il leader di Iv Matteo Renzi continua nella sua personale battaglia: "Il no al Mes è un veto ideologico che nasconde la difficoltà a progettare il futuro. L'occasione per fare quello che Mario Draghi chiama 'debito buono' è adesso: investire su medici e infermieri, superare l'imbuto formativo, investire soldi sulla ricerca e sui ricercatori, scommettere sulla medicina personalizzata. Sono sfide drammatiche e bellissime che finalmente possiamo vincere anche grazie a una linea di finanziamento europea, più conveniente di qualsiasi altro strumento finanziario".

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