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L'equazione appare estremamente semplice. In un momento in cui il Covid ha messo l’Europa al tappeto, mentre la crisi economica allunga dovunque i suoi tentacoli, come può fare il calcio a far finta di niente, a continuare a garantire stipendi milionari a protagonisti e comprimari? d inizio campionato, si era stabilito un protocollo. Fino a un numero massimo di tre calciatori, si gioca. Ovviamente, Asl permettendo. La settimana scorsa ci sono state squadre che sono entrate regolarmente in campo con sette giocatori positivi. Per informazioni, rivolgersi al Parma. The show must go on! A tutti i costi, in qualsiasi modo.

Anche perché la sostanziale chiusura degli stadi (non più di mille spettatori a partita) ha praticamente azzerato gli incassi domenicali. Realtà che si somma alla mancata vendita degli abbonamenti. Cosa resta, a questo punto, sul piano degli introiti? Semplicemente, le Tv commerciali e qualche euro che arriva dall’Uefa per chi è stato impegnato l’anno scorso nelle Coppe. Ma attenzione, Sky, Tv commerciale per eccellenza, ha visto ridurre in picchiata i suoi abbonamenti e, di fronte all’incertezza generale, non paga i club ormai da tre mesi, mentre il merchandising non ha mai vissuto giorni così difficili.

In questo contesto, con un virus che torna ad avanzare, ci sarebbero da rivedere interi piani economici. In mancanza di seri contributi finanziari, la folle giostra di questi anni dovrebbe essere fermata. Molte cose andrebbero revisionate, innanzitutto gli onerosi stipendi dei calciatori che incidono pesantemente sulle casse dei club. Si prova, invece, a far finta di nulla, tenendo in qualche modo vivo il campionato, senza comprendere che, in un mondo nel quale sono scomparsi i Paperoni, presto qualcuno salterà, tirandosi dietro molti altri.

Non osiamo approfondire quanto sta già accadendo in serie C e nelle serie minori, dove anche la costituzione di un ranking si sta trasformando in impresa impossibile. Una situazione assurda, per certi versi metafisica. Mentre la gente vive altre urgenze e mostra, ogni giorno di più, di poter fare a meno del calcio.

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