Domenico Arcuri

Emergenza coronavirus: il commissario straordinario Domenico Arcuri, detta i tempi per il piano vaccinale in Italia. "Stiamo preparando la rete di distribuzione, conservazione e somministrazione dei vaccini" ha spiegato. Se "ne verrà autorizzato il commercio, a fine gennaio si inizierà con la somministrazione del farmaco" ha poi aggiunto, ospite del programma Agorà. Arcuri ha ricordato che il "ministro della Salute sta definendo il piano per la vaccinazione di massa" e che "abbiamo almeno 5 vaccini arrivati alla fine della sperimentazione". "Stiamo aspettando che l'ente di certificazione europeo ammetta la loro immissione in commercio", ha ribadito. La prossima settimana Speranza "presenterà in Parlamento il piano strategico per la più grande campagna di vaccinazione di massa che la nostra generazione ricordi. L'Aula lo discuterà e, qualora dovesse approvarlo, partiremo con le prime categorie" ha proseguito rivelando che "l'Esercito è al nostro fianco dall'inizio dell'emergenza e ci affiancherà anche in questa complessa operazione". "Il numero massimo di persone che si somministrerà il vaccino aiuterà la sostanziale scomparsa della contagiosità, è un fatto matematico" ha aggiunto il commissario straordinario all'emergenza Covid. Intervenendo poi in audizione davanti alle commissioni Trasporti e Affari sociali della Camera, Arcuri ha ipotizzato che, "a cavallo tra il secondo ed il terzo trimestre del 2020 l'Italia potrebbe essere potenzialmente in condizione di vaccinare la totalità della popolazione". "Alla struttura commissariale - ha detto - spetta gestire l'intera organizzazione, distribuzione dei vaccini. E ringrazio le Regioni e le Province così come le Forze Armate che con noi stanno collaborando da settimane". "In Italia arriveranno complessivamente 202.573.000 dosi di vaccino e saranno sufficienti per vaccinare l'intera popolazione e mantenere dosi per richiami" ha spiegato ancora il commissario ricordando come il Belpaese ha diritto al 13,46% delle dosi di vaccino che saranno via via distribuiti dall'Europa". Per quanto concerne, invece, il passaggio dalla didattica a distanza a quella in presenza, "non credo - ha aggiunto ancora Arcuri - che ci sia un insormontabile ostacolo di tipo organizzativo. Sulla scuola, è stato uno dei target principali dei test antigienici che abbiamo preso. E poi bisognerebbe aumentare il numero degli insegnanti". Per il commissario, "tenere chiuse le scuole è un dolore per una comunità contemporanea e tenere insieme scuola, lavoro e salute è il faro lungo il quale ci siamo mossi e dobbiamo continuare a muoverci". "Abbiamo iniziato a distribuire i tamponi rapidi antigenici, ne abbiamo comprati tantissimi e già due milioni sono stati distribuiti alle Regioni nelle scorse settimane". Per "quanto riguarda la riapertura con tempi stretti - ha rilanciato - non credo ci sia un'insormontabile vincolo organizzativo: bisogna mettere a sistema i trasporti, la scuola ma soprattutto la responsabilità delle persone". "Me ne sto convincendo: il virus - ha quindi argomentato - non esce dalla scuola m, semmai, vi è entrato. L'eccesso di mobilità e la normale volitività dei giovani deve essere il più possibile contenuta". "Vorrei sfatare una leggenda che aleggia, e cioè che io - ha concluso Arcuri - faccio troppe cose. Non è vero, perché tutto quello che faccio attiene alla gestione dell’emergenza. Questo è quello che faccio".

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