Una statua di Padre Pio (Depositphotos)

Howell è una piccola cittadina del Michigan, nemmeno diecimila abitanti, si trova a nord-ovest di Detroit. Un’ora di macchina, poco meno di cento chilometri di distanza dalla metropoli, ma una reputazione per anni distrutta da un nome, Robert E. Miles, che da quelle parti predicava le follie del Ku Klux Klan. Adesso però, finalmente, Howell può andare fiera del proprio nome perchè, in un futuro molto lontano, vuole diventare un punto di riferimento per i più bisognosi.

Infatti su un grande appezzamento di terreno, circa 162.000 metri quadrati di superficie, donato dal vescovo di Lansing Earl A. Boyea, ci sono le fondamenta per la creazione di una rete mondiale sanitaria cattolica sull’esempio di ciò che fece nel 1956  Padre Pio che poi è diventato San Pio da Pietrelcina. Oltre sessant’anni fa infatti Padre Pio fondò a San Giovanni Rotondo in provincia di Foggia, Casa Sollievo della Sofferenza, una struttura sanitaria diventata nel tempo un ‘ospedale religioso classificato’ ad elevata specializzazione. Ogni anno Casa Sollievo della Sofferenza registra 57.000 ricoveri e 1,3 milioni di prestazioni ambulatoriali, ma è anche un centro di ricerca internazionale cattolico al servizio dei poveri e degli indigenti.

Più di una volta Padre Pio ha ripetuto che Casa Sollievo della Sofferenza rappresentava la cosa più importante per lui e aveva anche un sogno: sperava che quel progetto si potesse espandere anche in altre parti del mondo. Adesso che Padre Pio è diventato santo, ecco che anche uno dei suoi desideri sta per realizzarsi, negli Stati Uniti a Howell. Si chiama ‘Casa USA’, così è stato battezzato per portare, per la prima volta fuori dall’Italia, quel complesso ospedaliero che si trova a San Giovanni Rotondo.

Ma non solo: l’intenzione delle diverse organizzazioni sanitarie cattoliche, donatori e patrocinatori che fanno parte del progetto è di realizzare una replica esatta della originale chiesa del convento di Padre Pio, Santa Maria delle Grazie. E si spera che possa avvenire il 25 maggio prossimo, giorno della sua nascita. Al momento sul quel terreno di Howell c’è solo una grotta, all’aperto, con un murales dedicato a San Pio lo scorso 23 settembre in occasione del 52º anniversario della morte, ma nel giro di qualche anno ci sarà una statua del santo, l’ospedale, una cappella per la preghiera, una scuola medica cattolica e un centro di riabilitazione che sarà chiamato ‘Terri Schiavo Home for the Brain Injured’ dedicato a Therese Marie Schiavo, nata il 3 dicembre 1963 e morta il 31 marzo 2005, in stato vegetativo dal 1990 che poi divenne un caso legale internazionale per la disputa tra marito e genitori sulla necessità o meno di rimuovere il tubo che la alimentava. Howell diventerà in questo modo la San Giovanni Rotondo d’America grazie soprattutto a Jere D. Palazzolo, direttore, presidente di Catholic Healthcare International, organizzazione nonprofit con sede nel Missouri, che sponsorizza l’ambizioso progetto. Palazzolo, una carriera come amministratore ospedaliero, ha poi scoperto San Pio e ne è rimasto folgorato come dalla conoscenza della Casa Sollievo della Sofferenza.

“L’intero obiettivo di Padre Pio – ha sottolineato – era il valore redentore della sofferenza. Non puoi far star bene qualcuno, ma puoi aiutarlo ad alleviare la sua sofferenza e a trovare la pace”. Così ispirato da San Pio, Mr. Palazzolo ha formato un grande team: sanitari cattolici e leader della chiesa tra i quali Mike O’Dea fondatore di Christ Medicus, il cardinale statunitense Raymond Burke e Bobby Schindler, fratello di Terri Schiavo e presidente del ‘Terri Schiavo Life & Hope Network’.

E come faceva Padre Pio, che negli anni ’50 istituì una rete di gruppi di preghiera per il suo progetto (e oggi ne esistono 3.500 in tutto il mondo), lo stesso si è pensato per Howell: “Attualmente – ha spiegato ancora Palazzolo – almeno 300 persone sparse nel mondo pregano per il lavoro che stiamo facendo”. Se la prima fase è già in atto, la seconda comincerà con lo sviluppo del ‘Terri Schiavo Home’ attraverso una partnership con Trinity Health ad Ann Arbor, sempre nel Michigan. E una volta che il centro sarà completato, ancora non c’è una data certa, la speranza è che Casa USA possa diventare anche un luogo di pellegrinaggio, preghiera e speranza. “Padre Pio – parole del vescovo Boyea – è un grande intercessore per la guarigione. Penso che ci sarà molto potenziale per tutte le persone di trovare grandi benedizioni incontrandolo anche in questo santuario a lui dedicato”.

di Roberto Zanni