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Che cosa succede nel Partito democratico? Si parla con sempre maggiore insistenza di un congresso che dovrebbe tenersi nella tarda primavera. Per quali ragioni? La principale è che ci sono troppe anime nel Pd che la pensano diversamente.

Contrasti che non accennano a diminuire nemmeno in un periodo come questo in cui ci sarebbe estremo bisogno di unione e di tranquillità.

Pd: Zingaretti non si fida nemmeno del fuoco amico - Nicola Zingaretti, il segretario, si rende conto della situazione e cerca di smorzare i bollenti spiriti dei più "estremisti". Ma non si fida nemmeno del fuoco amico. Di coloro i quali si professano in linea con la segreteria e poi, sotto sotto, si comportano in maniera diversa.
Tutto questo dopo nemmeno due settimane dall'insediamento del nuovo governo. Il braccio di ferro nella sinistra trova il primo appiglio nelle decisioni che si appresta a prendere l'esecutivo. Stringere i freni come suggeriscono gli scienziati del CTS; oppure essere almeno un po' più aperturisti in modo da dare ossigeno ad una economia con l'acqua alla gola?

Pd: le anime di Franceschini e Bonaccini - E' qui soprattutto che si scontrano le due anime del Pd. C'è addirittura chi come il ministro Dario Franceschini vorrebbe a breve il ritorno all'attività dei cinema e dei teatri. Circostanza che Zingaretti respinge con forza. "Noi non siamo come i leghisti", tuona. Ma la verità è che deve fare i conti anche con il governatore dell'Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, il quale è in linea con Franceschini e si professa un convinto aperturista. "Non possiamo comportarci in maniera diversa", dice, "perché altrimenti interi settori del nostro Paese andranno incontro ad un sicuro fallimento".
In questo contrasto fra i due esponenti del Pd se ne nasconde un altro assai più serio che riguarda la poltrona della segreteria. Il presidente Bonaccini non nasconde ormai che ambirebbe a ricoprire quel ruolo per rendere il partito più vitale. E meno sottomesso agli altri alleati, in particolare ai 5 Stelle. "Il Pd si è annacquato", è l'accusa. "Non dobbiamo dimenticare di essere di sinistra, con un compito ben preciso da portare avanti nel nostro Paese".

Zingaretti comprende il pericolo e per sfuggire alla morsa fa capire che presto si potrebbe decidere di aprire il congresso del Partito che stabilisca finalmente quali saranno le direttive da prendere in futuro. Quando? Probabilmente nella prossima tarda primavera se le varie correnti troveranno quell'accordo che manca da tempo.

Il segretario del Pd non si limita a difendersi e va al contrattacco. Accusa senza se e senza ma gli aperturisti che vorrebbero un'Italia meno chiusa. "Non possiamo dar ragione a Salvini", sostiene con forza. "Per il momento facciamo parte di un'alleanza dovuta a particolari circostanze. Ma quando questo "patto" si scioglierà, chi lo dirà alla nostra base che abbiamo imboccato la strada sbagliata?".

Di certo non si respira un'aria tranquilla in via del Nazareno anche perché Matteo Renzi non si è placato e, stando ai rumors, non disdegnerebbe un dialogo con la Lega e Forza Italia. Soprattutto con questi ultimi, ricordando un periodo non tanto lontano in cui lui e Berlusconi si incontrarono alla luce del sole.

di Bruno Tucci