Matteo Salvini (foto depositphotos)

Diavolo d’un Salvini. Il leader della Lega in questo momento sembra essere una scheggia impazzita, ogni giorno è quello buono per comunicare qualcosa che mediaticamente gli possa dar forza. E dunque ieri il numero uno del Carroccio non ha per niente escluso l’appoggio del Carroccio nei confronti del premier Mario Draghi nel caso si volesse presentare come candidato al Quirinale quale successore di Sergio Mattarella: “Lo sosterremo con convinzione”, le parole di Salvini che nello stesso tempo ha detto che questo non è il momento giusto per pensare al futuro presidente della Repubblica: “Draghi in questo momento ha tanto lavoro da fare nei prossimi mesi e non posso mica permettermi di dirgli cosa dove fare”. Anche perché, secondo il leghista, oggi come oggi bisogna pensare “alle riaperture delle palestre, per esempio. Oggi l’urgenza è quella di far tornare gli italiani a lavorare e per questo ci chiedono appunto di aprire”. Intanto ieri la Lega ha dovuto incassare il no di Gabriele Albertini che ha declinato l’invito a candidarsi quale sindaco di Milano, causa motivi fagnali di aumento della circolazione del virus". Innanzitutto, il lieve incremento dell’Rt medio calcolato dall’Istituto superiore di sanità (Iss) sui casi sintomatici che nel periodo 7-20 aprile è di 0,85 (range 0,80–0,91) rispetto a 0,81 (range 0,77- miliari. “Ho chiamato Gabriele e comunque mi ha detto che è pronto ugualmente a dare una mano. E comunque non basta un bravo primo cittadino, ma una grande squadra”. Il leghista però ha fatto capire di essere deluso dal fatto che all’interno del Centrodestra ci sono stati troppi dubbi sul nome di Bertolaso, così come ci sono su Bertolaso a Roma: “Così si rischia che alcune persone perdano la pazienza”.