La sede dell'Oms (foto depositphotos)

Formulo la presente in nome e per conto del Prof. Ranieri Guerra, che me ne ha conferito espresso mandato, al fine di rappresentare quanto segue.

Come è noto nei mesi passati la Vostra testata giornalistica ha dedicato più volte spazio alla vicenda che riguarda il mio assistito in relazione al ruolo ricoperto dallo stesso all’interno dell’OMS ed alle affermazioni accusatorie rese a vario titolo dal Dr. Zambon. Il tema è di grande rilevanza e delicatezza, non solo per il Prof. Guerra ma per l’intera opinione pubblica, alla quale sino ad oggi è stata fornita una ricostruzione di accadimenti complessi in modo parziale, frammentario e distorto.

Ebbene il Prof. Guerra, nonostante la straordinaria esposizione mediatica ed il rilevantissimo pregiudizio reputazionale subìto, ha sempre ritenuto in ragione del suo ruolo quale funzionario dell’OMS di mantenere un tratto di riservatezza con gli organi di stampa, e ciò fino a quando non ha appreso dagli stessi media di essere indagato nell’ambito di un procedimento penale pendente presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Bergamo.

Con una dettagliata memoria difensiva depositata in data 30 aprile 2021 presso la Procura della Repubblica di Bergamo (da intendersi qui integralmente richiamata e trascritta), il Prof. Avv. Roberto De Vita, difensore del Prof. Guerra, ha già provveduto a smentire qualsiasi diversa ricostruzione, affidandosi alla rigorosa lettura e al deposito di numerosi documenti, con un esame analitico della cronologia degli accadimenti.

Tuttavia, la partecipazione dei soggetti coinvolti nella vicenda (oltre al Dr. Zambon anche addirittura gli stessi magistrati inquirenti) a trasmissioni televisive pubbliche all’interno delle quali si è consumata la trasposizione in sede mediatica dell’approfondimento di questioni, come detto, di elevata complessità e la sommaria attribuzione di responsabilità – ancor prima di una discovery processuale ed in assenza di alcun contraddittorio – ha imposto la necessità per il Prof. Guerra di difendersi, oltre che nella sede propria (quella giudiziaria), anche pubblicamente; ciò anche al fine di arginare la gravissima lesione della reputazione professionale e personale finora subìta, le cui conseguenze rischiano di lasciare segni indelebili, creando al contempo un disorientamento grave nella società italiana e nell’opinione pubblica internazionale.

Ed è proprio in ragione dei valori e dei diritti di cui all’art. 24 della Costituzione e degli articoli 10 e 11 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948 (rilevanti per l’essere il Prof. Guerra un cittadino italiano ma, al contempo, un funzionario di un’agenzia delle Nazioni Unite), che il mio assistito può oggi (da indagato e da già condannato mediaticamente) sciogliere la riserva del silenzio stampa sinora serbato su aspetti, circostanze, fatti e documenti che sono indispensabili per la sua difesa giudiziaria e dinanzi l’opinione pubblica nazionale ed internazionale.

Per tali ragioni la suddetta memoria difensiva viene messa a disposizione dei principali organi di stampa e televisivi affinchè venga ripristinata la verità e, negli ultimi giorni, alcune testate giornalistiche nazionali (es. “Repubblica”) ed internazionali (“Associated Press”) hanno infatti riportato la reale e documentata sequenza dei fatti contenuta nello scritto difensivo e comprovata dai numerosi allegati, mettendo chiaramente in rilievo la correttezza dell’operato del Prof. Guerra.

Pertanto, in ragione di quanto precede, ed al fine del pieno esercizio del diritto di replica, si richiede formalmente alla Vostra testata di garantire adeguato spazio alla ricostruzione dei fatti contenuta nella memoria difensiva (anche in sintesi veritiera) ed ai relativi documenti allegati.

Resi disponibili al seguente link https://we.tl/t-6EPeiyilg5 digitando il pass code 918

Cordiali saluti

Avv. Marco Rago