ROBERTO FICO PRESIDENTE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI

Un mese per il nuovo MoVimento 5 stelle. Per permettere agli iscritti di dire la propria su Statuto e Carta dei Valori, prima del voto online e della scontata incoronazione di Giuseppe Conte leader. Dopo aver incassato i dati degli iscritti da Davide Casaleggio, l’ex premier ora ha fretta, pur essendo consapevole che, da qui in poi, si muoverà comunque nel campo minato dei gruppi parlamentari. Ma, nel Movimento, l’intesa con Rousseau è stata accolta con un lungo sospiro di sollievo. E, se il cronoprogramma non verrà disatteso, sarà una convention con tutti i crismi, quasi certamente a Roma, a sancire l’era del M5S
di Conte.

Complice la lenta uscita dalla pandemia, nei Cinque Stelle si respira anche la voglia di tornare nelle piazze provando a riprendere un ruolo all’interno del panorama politico italiano.

L’addio di Davide Casaleggio, certo, è destinato a lasciare strascichi. L’intesa con Conte è stato merito, innanzitutto, dei silenziosi mediatori che hanno lavorato per porre fine ad un duello lacerante. C’era chi avrebbe preferito una ricucitura totale, con Rousseau ancora in joint venture con il M5S. Ma, anche dal punto di vista della linea politica, i rapporti erano ormai compromessi. “C’è il dispiacere per una rottura con Davide Casaleggio ma allo stesso tempo la necessità di proseguire nel cammino in un modo diverso, saldo nel valori e nuovo nei metodi e nei modi”, spiega il presidente della Camera Roberto Fico in un post in cui definisce la nuova fase “un giro di boa indispensabile”. A parlare, nel pomeriggio, sono due esponenti della primissima ora dei Cinque Stelle, Roberta Lombardi e, appunto, Fico.

Entrambi fanno riferimento ai “valori” e alle “radici” del Movimento. E Fico, inoltre, avverte i naviganti: “oggi è un giorno importante, in cui non contano le rendite di posizione mie o dei colleghi parlamentari, perché siamo tutti al servizio della comunità”.

Il riferimento è al rischio altissimo di nuove lotte di potere all’interno dei Cinque Stelle. Conte, che ha il sostegno di un Beppe Grillo in rigoroso silenzio dopo il video sulla vicenda del figlio Ciro, vuole un restyling profondo. Una sorta di anno zero. Ma la partita è difficile e l’avvicinarsi delle elezioni politiche – con la compilazione delle liste e il nodo del terzo mandato – complicherà ulteriormente le cose. Per adesso, i vertici pensano soprattutto a creare quella che Crimi chiama “la nuova casa”. Ovvero il nuovo interfaccia web per gli iscritti e il trasferimento dei dati dei profili degli iscritti che permetteranno ad una società esterna – la Isa srl – di organizzare le prossime votazioni. Lo Statuto, del resto, è quasi pronto. Con la linea dello sviluppo sostenibile – non solo ambientale ma anche socio-economico – a farla da padrona.

Ma l’arrivo di Conte avrà conseguenze sia sull’alleanza con un Pd abituato finora a un Movimento di fatto in macerie sia sull’equilibrio interno della maggioranza del governo Draghi. E complice la crescente insofferenza interna ad alcune scelte dell’esecutivo il pressing del Movimento potrebbe cominciare a salire. A cominciare da riforme come quelle sulla giustizia e il fisco che, con il rischio di uno scontro nella maggioranza, potrebbero subire un qualche rallentamento. Anche perché l’ex premier vorrà, certamente, dire la sua.