Lorenzo Insigne con la maglia dell'Italia (Depositphotos)

Si riparte dalle lacrime di Bordeaux. Il sogno Europeo degli azzurri nel 2016 si era infranto sugli errori di Zaza e Pellè dal dischetto contro la Germania. Era l'Italia di Antonio Conte, una squadra operaia, con poca qualità ma un cuore grande così. Da quel due luglio ad oggi un viaggio andata e ritorno all'inferno. Il fallimento Mondiale della guida Ventura e la rinascita con Roberto Mancini, il ct che ha saputo prendere per mano una Nazionale impaurita e accompagnarla alle fasi finali di Euro2020 e alla Final Four di Nations League, passando per 27 risultati utili consecutivi e conferendole il bollino di prima outsider per la vittoria finale.

"La Francia parte favorita" è il mantra a Coverciano dettato da Mancini, "ma noi ci siamo", vincere è un altro discorso "è una questione di dettagli" ha ribattuto Florenzi. Gli Azzurri sono infatti la vera mina vagante, la larga vittoria in amichevole contro la Repubblica Ceca lo ha dimostrato.

Ma le favorite non si fermano ai 'Bleu'. L'Inghilterra di Harry Kane, il Belgio di Lukaku, il Portogallo di Ronaldo, la Spagna, la Croazia dal centrocampo da favola. E le altre outsider? L'Olanda, la Germania, la Russia e chissà che qualche squadra non possa replicare le gesta della Grecia nel 2004, con una vittoria che è entrata nella storia.

L'Italia è pronta, ormai sicura di sé, con un'impronta di gioco che rispecchia la guida del proprio ct, il carattere, il gruppo e la giusta dose di malizia, gli ingredienti giusti per fare bene.
Il match d'esordio darà l'esatta misura delle ambizioni di questa squadra. La nazionale turca è squadra ostica, fisica e dalla giusta dose di classe. Un avversario difficile da affrontare, " ha giocatori forti, penso a Burak Yilmaz che, purtroppo, ha fatto una stagione molto buona. Affrontiamo un gruppo solido, ben organizzato, abbiamo iniziato a studiarli e sappiamo come possiamo fare per fargli male" ha detto in conferenza stampa Florenzi.

Tra gli Azzurri mancherà solamente Marco Verratti, ancora alle prese con il problema al collaterale, al suo posto giocherà Locatelli, dopo una stagione che lo ha messo al primo posto tra i 'desiderata' di Massimiliano Allegri per ricostruire il centrocampo della Juventus.
Berardi ha ormai scavalcato Chiesa nelle gerarchie di Roberto Mancini nel ruolo di esterno a destra completando il reparto offensivo con Immobile e Insigne.
Ventiquattro ore all'esordio, con l'auspicio di trasformare quelle lacrime di delusione in lacrime di gioia.