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Con una lettera al ministro della Salute, Roberto Speranza, il responsabile del PD italiani nel mondo, Luciano Vecchi, e il coordinatore del PD Sudamerica, Fabio Porta, fanno proprio l’appello sottoscritto da centinaia di italiani residenti in Brasile rivolto al governo italiano per chiedere – nel rispetto di tutte le norme e i protocolli sanitari – il rientro degli iscritti all’AIRE presso il proprio domicilio o abitazione o il ricongiungimento con i familiari di primo e secondo grado.

Restrizioni e sacrifici – scrivono Vecchi e Porta - sono stati imposti a tutti i cittadini, compresi i sei milioni di italiani che vivono all’estero che spesso hanno dovuto affrontare oltre alla precarietà dei sistemi sanitari e la recrudescenza del virus nei Paesi di residenza anche l’angoscia di non poter rientrare in Italia per riabbracciare i propri cari.

E’ soprattutto il caso del Brasile – continua la lettera scritta dai due esponenti del Partito Democratico - dove vive una delle principali comunità italiane all’estero alle quali le recenti ordinanze del ministero della Sanità hanno applicato condizioni severissime e per certi versi inique in materia di ricongiungimenti familiari e rientro al proprio domicilio o abitazione”.

Per queste ragioni Luciano Vecchi e Fabio Porta fanno propria “la lettera inviata al presidente del Consiglio, Mario Draghi, da alcune centinaia di cittadini italiani residenti in Brasile, evidenziando come le forti limitazioni riservate agli iscritti AIRE del Brasile non vengano applicate a Paesi dove in questo momento esistono varianti ancora più aggressive, come India, Sri Lanka e Bangladesh.

E’ il momento – così termina la lettera inviata al ministro Speranza - in cui il massimo senso di responsabilità deve conciliarsi con il giusto riconoscimento dei sacrifici affrontati in questi lunghi mesi di pandemia da tutti gli italiani, dentro e fuori i confini nazionali”.