Coronavirus (foto Depositphotos)

Il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe ha rilevato nella settimana dal 21 al 27 luglio, rispetto alla precedente, un incremento di nuovi casi (31.963 vs 19.390) e decessi (111 vs 76). In aumento anche i casi attualmente positivi (70.310 vs 49.310), le persone in isolamento domiciliare (68.510 vs 47.951), i ricoveri con sintomi (1.611 vs 1.194) e le terapie intensive (189 vs 165). "Continuano a salire - ha dichiarato Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe – i nuovi casi settimanali, sottostimati dall’insufficiente attività di testing e dalla mancata ripresa del tracciamento dei contatti, reso sempre più difficile dall’aumento dei positivi". Infatti, a fronte a un’impennata del rapporto positivi/persone testate - dall’1,8% della settimana 30 giugno-6 luglio al 9,1% di quella 21-27 luglio (figura 1) - la media mobile dei nuovi casi ha subito una flessione nell’ultima settimana (figura 4). "In altre parole - continua il Presidente - il virus circola più di quanto documentato dai nuovi casi identificati: di fatto siamo entrati nella quarta ondata". Ma fortunatamente l’impatto sugli ospedali è ancora minimo. Nella stessa settimana di riferimento, rispetto alla precedente, in tutte le Regioni eccetto il Molise si rileva un incremento percentuale dei nuovi casi e in 40 Province l’incidenza supera i 50 casi per 100.000 abitanti. Tre Province fanno registrare oltre 150 casi per 100.000 abitanti: Caltanissetta (272), Cagliari (257) e Ragusa (193). Dopo 15 settimane di calo, tornano a salire anche i decessi: 111 nell’ultima settimana, con una media di 16 al giorno rispetto agli 11 della settimana precedente. Cartabellotta ha spiegato poi come la campagna vaccinale sia “ormai dipendente dai vaccini a mRNA, ma rimangono incerti i tempi di consegna di oltre 45 milioni di dosi previste per il terzo trimestre, che come già accaduto nei due trimestri precedenti, potrebbero concentrarsi a fine settembre. E una cadenza non regolare delle consegne rappresenta un grande ostacolo per la programmazione della campagna vaccinale”. Nell’ultima settimana si registra un lieve calo nelle somministrazioni, con una mancata accelerazione dovuta anche alla disponibilità limitata di dosi. Per quanto riguarda le fasce d’età più a rischio, l’88,5% degli over 60 ha ricevuto al meno la prima dose, ma con un incremento settimanale solamente dello 0,5%. Quasi 3,2 milioni di over 60 non hanno completato il ciclo vaccinale e 2,06 milioni di persone con più di 60 anni non hanno ancora ricevuto neanche la prima dose. Altro capitolo è quello del rientro a scuola a settembre. I ragazzi tra i 12 e i 19 anni sono oltre 4,5 milioni: di questi poco più di 670mila ha completato il ciclo vaccinale, ovvero il 14,7%. Quasi 765mila, invece, hanno ricevuto solo la prima dose (il 16,8%). Il che vuol dire che il 68,5% è ancora totalmente scoperto.