Meloni e Salvini

di VINCENZO NARDIELLO

AAA cercasi centrodestra di governo serio. Astenersi diffusori di fregnacce e propagandisti d’idiozie. La questione dei vaccini e del Green Pass sta facendo purtroppo emergere tutta la distanza tra una classe politica di governo responsabile e quella con cui (anche) la destra italiana si ritrova a dover fare i conti. In questa loro disgraziata rincorsa all’ultimo voto virtuale dell’ultimo sondaggio, Matteo Salvini e Giorgia Meloni hanno commesso l’errore da un lato di strizzare l’occhio alle idiozie di una parte dei “nì vax”, pur dichiarandosi favorevoli ai vaccini anti-Covid, dall’altro di avvalorare una lettura del Green Pass manco fosse un certificato di discriminazione razziale. Peccato. Perché l’Italia che sta emergendo dall’ultimo miglio della pandemia va in un’altra direzione: altrimenti oltre 31 milioni di persone non avrebbero completato il ciclo di vaccinazione, mentre molte altre attendono di terminarlo nelle prossime settimane.

Checché se ne dica, gli italiani hanno assaltato gli hub vaccinali fin quasi ad esaurirne le scorte. È vero, all’appello ne mancano ancora molti, ma non è il dramma che le opposte propagande tendono a rappresentare. Piuttosto, l’arrivo di una quarta ondata del virus, nonostante una diffusione ormai importante dei vaccini, dovrebbe porre qualche interrogativo in più sulla loro reale efficacia a frenare il contagio. Ma su questo fronte qualche maggiori certezze potremo averle solo nei prossimi mesi, quando avremo raggiunto la famosa immunità di gregge. Non parliamo poi del Green Pass. Gli italiani lo stanno scaricando al ritmo di 1,2 milioni al giorno e in fondo la logica dovrebbe essere elementare: se sei contro i lockdown (posizione sacrosanta), non puoi essere anche contro il certificato verde che serve esattamente a quello: evitare le chiusure. Ma nella maionese impazzita della politica italiana è ormai diventato difficile rintracciare un po’ di razionalità.

Bene ha fatto Silvio Berlusconi a richiamare all’ordine i due alleati di lotta (molta) e di governo (poco), ricordando che sui vaccini occorre avere senso di responsabilità o saranno guai. Grossi guai. Semmai, al governo Draghi andrebbe fatta la critica opposta: se siete tutti così convinti che la vaccinazione sia l’unica strada per uscire da questo incubo, allora abbiate il coraggio di introdurre l’obbligo. Poi decida la Corte Costituzionale e vada come vada, ma i politici devono assumersi il peso di decisioni nette e chiare. Lasciamo perdere la Meloni, che è fuori dalla maggioranza e ha scelto di non caricarsi l’onere di governare questa fase difficile, ma se Salvini si è intestato l’agenda Draghi non può pensare di fare come se fosse ancora al Papeete due anni fa. Ne va della sua credibilità. Un salvinismo di governo serio è incompatibile con gli estremismi e le demagogie del salvinismo dell’epoca del Governo gialloverde: è questo il nodo che il leader leghista deve sciogliere.

Diavolo, e pure non dovrebbe essere difficile: basta guardare le cose come sono nel mondo reale, invece che in quello - spesso delirante - dei social. Più vaccinati e più Green Pass uguale meno ospedalizzati, meno morti e meno terapie intensive occupate. Questo è sicuro. È facile, mica ci vuole un virologo per capirlo. Infatti gli italiani lo hanno capito, e i flop di buona parte delle manifestazioni dei “no Pass” degli ultimi giorni stanno lì a dimostrare che l’umore della Nazione è cambiato. Qual è dunque la strategia del centrodestra? Qual è il suo programma per l’Italia post pandemia? Quali le idee che possano valere per una stagione lunga? Quale, insomma, la sua visione comune dell’Italia, dell’Europa, del mondo? In che modo intende rapportarsi alle grandi questioni aperte del nostro tempo? Per favore: diteci che a destra è rimasto qualcosa di più di questa rissa indecente tra vaccinati e non vaccinati, certificati o renitenti. Diteci che è rimasto almeno uno straccio d’idea sul da farsi e sull’Italia che verrà. Se ce l’avete tiratela fuori.