Cinquecento chilometri di nuove ferrovie. Recovery Plan e Rfi: pronti trentadue miliardi in in cinque anni per colmare il gap con il resto d’Europa. In agenda anche il potenziamento della rete regionale e dei nodi metropolitani. Da Napoli a Bari in due ore. Il focus è puntato soprattutto sull regioni del Sud Italia. Il progetto prevede anche i miglioramenti per l’accessibilità alle stazioni. 

I soldi ci sono, ci saranno. I fondi del Recovery Plan, ma non solo. Da qui al 2026 l’Italia metterà in campo un poderoso piano di potenziamento della rete ferroviaria. Innanzitutto sul fronte dell’alta velocità. Saranno realizzati 427chilometri di nuove linee. La rete nazionale potrà così superare i duemila chilometri di estensione.

 l Piano commerciale di Rete Ferroviaria Italiana è stato appena aggiornato. Tiene conto degli effetti del Pnrr sulla mobilità ferroviaria. “Si prevedono benefici tangibili per le imprese ferroviarie e i clienti finali in termini di capacità, prestazioni e performance delle linee, di accessibilità alle stazioni e quindi di migliore qualità dei servizi offerti”. Di particolare rilievo gli interventi sullla linea che da Brescica arriverà a Vicenza: si potranno recuperare quindici minuti nel collegamento tra Milano e Venezia. Si ridurranno di trenta minuti i tempi tra Genova e le città di Milano e Torino. 

Aumenteranno le capacità dei treni merci verso il Brennero,  grazie ai lavori sul nodo di Verona, nuovo scalo merci, e sulla circonvallazione di Trento. L’intervento sulla Roma-Orte consentirà un recupero di ben ottanta minuti. I lavori al Sud, sulla Salerno-Reggio Calabria, toglieranno novanta muniti verso Cosenza. Il guadagno previsto di quarantacinque minuti sulla Napoli-Bari permetterà, nel 2016, di andare da Roma al capoluoogo pugliese in tre ore. E in due invece di tre da Palermo a Catania. 

L’intera Sicilia sarà collegata. I lavori riguardano settsanta chilometri di linea tra Palemo e Catania. Sarà possiible sviluppare un nuovo modello di offerta tra le città e collegamenti capillari fra le province di Agrigento, Caltanissetta, Enna e Catania. L’intervento sulla Messina-Catania farà recuperare venti minuti, e col raddoppio sulla linea verranno eliminate le interferenze di circolazione nelle stazioni. 

Il contratto di programma tra Ministero delle Infrastrutture e Rete Ferroviaria Italiana, per la parte investimenti, permette a Rfi disporre e  contrattualizzare nuovi finanziamenti per 31,69 miliardi, in attuazione dei progetti inseriti nel Pnrr, 12,7 miliardi arrivano da Next Generation Eu, 10,5 dal Fondo complementare, 3,8 dallal egge di bilancio 2020, 3,7 da quella del 2021 e un miliardo da altre fonti. É auspicabile – e in questa direzione necessita fare un grande tifo – che la montagna di soldi non vada sprecata o dirottata, all’ultimo momento, verso altre misteriose direzioni. 

I nuovi interventi sono finalizzati alla riduzione del gap infrastrutturale tra Nord e Sud attraverso lo sviluppo dell’alta velocità nelle regioni del Mezzogiorno d’Italia. “La velocizzazione e il potenziamento della rete, il completamento dei corridoi ferroviari Ten-Te e il rafforzamento di nodi e direttrici ferroviarie”. Gli interventi previsti nella missione Missione 3 del Pnrr sono destinati “per l’ottanta per cento allo sviluppo e potenziamento della rete rete ferroviaria nazionale e regionale per un totale di 25,4 miliardi di euro. Di questi, 23,86 sono dedicati a investimenti Rfi”.

Triplicano i mezzi sulla Bari-Napoli. Verranno realizzati 274 chilometri di nuove linee nel 2026; 69 entro il 2024. Sulla Napoli-Foggia potranno viaggiare anche dieci treni ogni ora per senso di marcia, compresi i merci merci lunghi 750 metri. Sulla Salerno-Reggio Calabria il completamento del primo lotto funzionale al 2026 assicurerà un recupero di venti minuti sulla linea Battipaglia-Potenza. Il lotto 2 Praja-Tarsia crea un nuovo collegamento tra le linee tirrenica-jonica: il recupero sarà di novanta minuti verso Sibari-Crotone-Cosenza. Il completamento dell’intera opera permetterà di andare Roma a Reggio Calabria in tre re e quaranta minuti. Miglioreranno anche i collegamenti da e per la Sicilia. Conseguente anche l’incremento del traffico merci che passa attraverso il porto di Gioia Tauro. 

Allo studio progetti extra Pnrr. L’anello ferroviario di Roma, il raddoppio Parma-Vicofertile, l’upgrading della Milano-Lecco-Tirano e la stazione Genova Marittima fuori muro. Fra le opere finanziate dal Pnrr c’è anche lo sviluppo del sistema europeo di gestione “Ertms”. 1377 chilometri di  linee, il rafforzamento di nodi ferroviari metropolitani e dei collegamenti nazionali per 1280 chilometri, l’upgrade di 680 chilometri di linee regionali, il potenziamento di 573 chilometri di ferrovie meridionali e interventi di riqualificazione in cinquantaquattro stazioni; dieci già entro il 2024. 

Il progetto globale apre il cuore alla speranza. Quella di avere entro il 2026, un’Italia diversa, più  veloce sui binari ferroviari, meglio organizzata, più facilmente raggiungibile al Sud, con stazioni finalmente frequentabili. Un’Italia più compatta, il Sud meno lontano da Nord e Centro. Tutto ciò al cospetto di una  questione finale: i soldi ci sono sono i soldi, e pure tanti. Basta saperli impiegarli investirli come da programma. E non sprecarli, non rubarli.  

Franco Esposito