(funivia, foto generica: depositphotos)

Mandato d'arresto internazionale per Shmuel Peleg, il nonno del piccolo Eitan. L'uomo è accusato (insieme ad un altro che avrebbe fatto da autista) del rapimento del piccolo. Eitan è il sopravvissuto della strage della funivia del Mottarone, nella quale era stata sterminata la sua famiglia.

In un primo momento Eitan era stato affidato alla zia dalla giustizia italiana (la sua famiglia viveva vicino Pavia). Ma il nonno era riuscito a portarlo in Svizzera e da lì a volare alla volta di Israele.

Due mandati di cattura internazionali, chiesti dalla procura di Pavia, sono stati emessi nei confronti del nonno materno del piccolo EitanShmuel Peleg, e dell'uomo di 50 anni, G. A. B., israeliano, che era alla guida della macchina con cui il bambino fu portato a Lugano. Per poi essere imbarcato su un aereo privato con destinazione Tel Aviv. Il piccolo sopravvissuto alla tragedia del Mottarone è al centro di una contesa tra i due rami familiari.

I due sono accusati di avere sequestrato il bambino sopravvissuto all'incidente del Mottarone sulla base di un "piano strategico premeditato". Eitan venne portato da Travacò (Pavia) dove stava con la zia tutrice Aya, a Lugano. La notizia arriva il giorno prima dell'udienza in programma in Israele. Il Tribunale deve valutare il ricorso presentato dai nonni materni contro la sentenza che ha disposto il rientro del bambino in Italia.

I legali del nonno materno di Eitan, Shmuel Peleg, rappresentato sul fronte penale in Italia dall'avvocato Paolo Sevesi, hanno già depositato ricorso al Tribunale del Riesame di Milano contro l'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip di Pavia con conseguente mandato d'arresto internazionale e richiesta di estradizione, a carico dell'uomo accusato del rapimento del nipote. Il ricorso è stato depositato con riserva di motivazioni, anche perché i legali non hanno ancora avuto accesso agli atti e all'ordinanza.

I legali dei nonni materni di Eitan hanno infatti chiesto al Tribunale di Pavia che la zia paterna Aya Biran venga rimossa dall'incarico di tutrice con immediata sospensione. E che venga nominato come pro-tutore un avvocato 'terzo'.

Lo si è appreso in relazione all'udienza che si è tenuta oggi e scaturita dal reclamo contro la nomina che ha originato anche un procedimento davanti al Tribunale per i minorenni di Milano. I legali dei nonni hanno pure chiesto che gli atti su quella nomina della zia vengano inviati alla Procura di Torino per presunti profili di falsità.

In sostanza i legali del nonno materno Shmuel Peleg avrebbero chiesto ai giudici un provvedimento d'urgenza che porti all'immediata sospensione della nomina di Aya come tutrice legale. Nomina che venne decisa dal Tribunale di Torino e poi confermata da un giudice a Pavia ai primi di agosto. Chiedono, dunque, che la zia venga rimossa dall'incarico e che questo sia affidato ad un pro-tutore già indicato. Ossia un avvocato 'terzo' rispetto ai due rami familiari.