Carlo Bonomi

di Stefano Ghionni

Covid, la quarta ondata fa paura. E in Italia si riapre il dibattito sull obbligo vaccinale. Secondo il presidente di Confindustria Carlo Bonomi: “Abbiamo una recrudescenza dei numeri che non ci fa stare tranquilli. Credo che il Green pass fosse lo strumento che potevamo utilizzare, però l’unica cosa che ci può mettere al sicuro è l’obbligo vaccinale”. Parole inequivocabili, quelle pronunciate dal leader degli industriali, secondo cui “i dati che arrivano dal nord ed est Europa sono preoccupanti” e l‘Italia, in questa fase, “non può permettersi di rimanere bloccata”.

L’invito di Bonomi è stato accolto dal sottosegretario alla Salute Andrea Costa secondo il quale “bisogna riflettere se, dopo i sanitari, è opportuno estendere l’obbligo anche ad altre categorie”. Noto lo scetticismo in materia di Lega e Fratelli d’Italia, storicamente contrari, chi invece ha teso la mano, sul fronte del centrodestra, è stata Fi con la ministra agli Affari Regionali Mariastella Gelmini che ha argomentato: “Se costretti a cambi di colore, credo che non si possa penalizzare quell’85% di italiani vaccinati”.

Ancora più dura è stata la sua collega di partito Maria Bernini, presidente dei senatori azzurri: “Per la difesa della libertà, non escludo il ricorso all’obbligo”. Il sottosegretario all’Interno Carlo Sibilia, infine, ha auspicato che vadano “ascoltati subito i presidenti di Regione” e che “il Green pass venga rafforzato già ad inizio dicembre”. E a proposito dei governatori: il premier Draghi ha accettato di incontrarli, lunedì prossimo. È probabile che in quella sede alcuni presidenti chiederanno l’applicazione delle misure restrittive per i soli no vax.

Tale indirizzo, tra l’altro, è emerso al termine della conferenza dei governatori di giovedì scorso dove si è parlato dell’introduzione del cosiddetto lockdown selettivo, una sorta di modello a metà strada tra quelli adottati in Austria e Germania in base al quale le restrizioni contenute nella vecchia griglia dei colori (rossa, arancione e gialla) vanno applicate solo ai non vaccinati.

L’esecutivo, al momento, si è limitato ad ascoltare, preferendo tuttavia lavorare su altri due punti: la riduzione della durata della validità del green pass (da 12 a 9 mesi) e l’estensione dell’obbligo per la terza dose al personale sanitario ed a quello delle Rsa. Tra le altre proposte spicca anche quella di ridurre l’efficacia del tampone a 24 ore, così da dare un’ulteriore spinta alle vaccinazioni.