Mario Draghi (foto depositphotos)

Tutti all'assalto della "diligenza". Sono 6.290, in tutto, gli emendamenti presentati, finora, alla manovra di bilancio con Mario Draghi costretto a districarsi tra le varie richieste dei partiti determinati, ciascuno per conto proprio, a strappare finanziamenti per questo o quel capitolo di spesa e tagli per questa o quella voce.

Per capirci: la Lega punta alla riduzione delle bollette con le risorse del reddito di cittadinanza, Forza Italia ad alleggerire la pressione fiscale, il Pd chiede meno tasse per bar e ristoranti. Insomma, il premier - che oggi incontrerà i sindacati da cui pure sono giunte le critiche più forti all'impianto di legge (chiesti più soldi per lavoratori e pensionati) – è atteso da una difficile opera di mediazione.

Venerdì mattina, se tutto procederà secondo copione, presiederà il Consiglio dei ministri nel corso del quale dovrà trovare un compromesso tra le istanze delle varie anime della maggioranza e per mettere un freno alla valanga di “correttivi”.