Se su piú di 130.000 iscritti, una lista stravincente ha ottenuto il 2%, ossia 2000 voti, la prima domanda che ci viene in mente é: ma a chi rappresenta? È vero che nel mondo la percentuale è stata di poco piú del 4%, ma é anche vero che, tanti sorrisi e viva, fanno piú pena che sincera allegria.

Aldilá dell’indignazione del Sindacato dei Giornalisti italiani per il fatto che la stampa non ha potuto presenziare lo scrutinio come avviene per tutte le elezioni italiane della storia, c’é un fatto molto piú grave. 

É anche vero che i COMITES non rappresentano altro che un piccolo “parlamentino” declassato dagli insignificanti numeri di voti elettorali e neanche possono prendere decisioni che stanno tutte in mano all’Ambasciatore di turno. Piú di una volta, in quella storia nata come COEMIT nel 1986, i famosi “pareri motivati” dei pochi comitati che hanno assunto in 35 anni, sono stati calpestati da Consoli e Ambasciatori che hanno sempre applicato l’ultima parola.

Senza una nuova Legge per i COMITES, questa specie di Comitato che si riunisce ogni morte di Papa per far finta di lavorare, continuerá a perdere potere, ma soprattutto credibilitá. Il fatto stesso che la nostra politica italiana ha deciso di richiedere un documento fuori da ogni logica per poter votare (si suppone che il diritto al voto è per via dell’etá di un elettore e non per l’espressa richiesta dello stesso), ha dimostrato che le comunità all’estero sono scomparse al 95% e questo è gravissimo! 

Le più che meritevoli azioni di certi connazionali che si sono mossi per andare a cercare quei pochissimi voti a disposizione, dobbiamo ricordarlo. Non sono tutti “menefreghisti” i cittadini italiani che vivono in Uruguay, c’é ancora “qualcuno” che crede nel tricolore, che, grazie a genitori e nonni, ancora coltivano le nostre tradizioni e i nostri valori, ma sono cosí pochi che l’elezione dell’ultimo COMITES, ci risulta un fatto tragicomico.

STEFANO CASINI