Fausto Cigliano (da YouTube)

DI MARCO FERRARI

Nel 1999 Fausto Cigliano incise il Cd "Teatro nella canzone napoletana", edito dalla Polosud Records, che raccoglie 13 canzoni di notissimi artisti teatrali, da Totò a Pupella Maggio, da Eduardo a Peppino De Filippo, da Raffaele Viviani a Nino Taranto. Le volle interpretare lui stesso accompagnato alla chitarra dal maestro Mario Gangi. Quello fu l'intimo vero successo di un cantante discosto, modesto, dimesso che ci ha lasciati nei giorni scorsi all'età di 85 anni. Viveva a Roma ma quasi nessuno si ricordava di lui. Eppure, pochi sanno che al Festival di Sanremo del 1964 lanciò una dei capolavori della canzone italiana "E se domani" di Carlo Alberto Rossi e Giorgio Calabrese, diventato poi un grande successo di Mina.

Nato a Napoli nel 1937, figlio di un comandante dei Vigili Urbani, morto quando lui aveva solo 15 anni, esordì nel 1956 con il long play "Fausto Cigliano e la sua chitarra", l'anno successivo partecipò fuori concorso al Festival di Napoli facendo il riepilogo delle canzoni che erano state cantate durante la gara, insieme agli altri chitarristi Armando Romeo, Ugo Calise, Amedeo Pariante e Sergio Centi e 1959 vinse il Festival di Napoli con "Sarrà chi sa?" cantata assieme a Teddy Reno. Partecipò anche a Canzonissima e fu autore di brani quali "Ossessione '70", "Napule mia", "Ventata nova" e "Scena muta". Con il brano "Duorme", scritta nel 1961 assieme al maestro Ennio Morricone, sposò ispirazioni popolari e dodecafoniche.

Curiosamente più che la canzone gli diede notorietà il cinema per la sua faccia semplice e onesta. Negli anni Cinquanta partecipò ai film "Classe di ferro" con Turi Vasile, "Guardia, ladro e cameriera" di Steno, "Ragazzi della marina" di De Robertis e il noto "Cerasella" del 1959 per la regia di Raffaello Matarazzo. Ebbe anche l'onore di avere un ruolo in un film di Michelangelo Antonioni, eseguendo musiche proprie per sola chitarra, nel bellissimo "Identificazione di una donna". Con Gangi ebbe un sodalizio trentennale che gli darà lustro internazionale, con una lunga serie di concerti in Europa. Era sposato con Alma, indossatrice francese, conosciuta sulla spiaggia di Fregene, nel 1963. Vivranno tutta la vita a Roma, a Ponte Milvio, sognando Napoli e Parigi. Insieme Cigliano e Gangi incisero nove album di canti tradizionali partenopei, un sublime lavoro di ricerca e di recupero, ripescando brani antichi e rielaborando le melodie classiche, con la doppia chitarra e una sola voce. 

Un'altra grande soddisfazione la ebbe nel 2009 da John Turturro, attore e regista americano, che lo aveva voluto ai piedi del Caravaggio al Pio Monte della Misericordia, per la sua antologia cinematografica della canzone napoletana. Per Turturro eseguì "Catarì", evergreen scritto da Salvatore Di Giacomo, da solo con la chitarra, con intonazione dolce e stile coinvolgente. Altro omaggio lo ha ottenuto, da parte del Comune di Napoli, nel 2015, quando venne premiato come ambasciatore della musica napoletana del mondo in occasione dei suoi 60 anni di carriera. 

Resistette anche nel nuovo millennio a suo modo: nel 2002 incise "E adesso slow!", in cui reinterpreta, traducendoli in napoletano, alcuni classici americani degli anni '40 e '50 resi famosi, all'epoca, da Nat King Cole e accompagnato da arrangiamenti per grande orchestra scritti dal Maestro Rino Alfieri. Poi nel 2004 aveva messo sul mercato "L'oro di Napoli", nel 2006 "E cchiù bell'canzone 'e Fausto Cigliano" e nel 2013 "Silenzio cantatore" con Gabriella Pascale Ensamble. 

Amico di Roberto Murolo, fu uno dei grandi maestri della scuola napoletana assieme a Sergio Bruni e Renato Carosone. Restò un monumento della musica napoletana, con l'obbiettivo di preservarla, in qualche caso anche sperimentando. Oltre alla sua arte, alla sua voce di velluto e al "recitar cantando" che aveva appreso e fatto anche suo, viene ricordato per la sua eleganza, i modi gentili e cortesi di un gentleman d'altri tempi, di un'altra Napoli. Era uno straordinario chitarrista interprete della canzone napoletana con una voce soave, un po' brasiliana e un po' vulcanica.