DI MARCO FERRARI

Gerardo Goldwasser rappresenta l'Uruguay alla Biennale Arte di Venezia che apre i battenti sabato. Il tema scelto dalla curatrice della Biennale, Cecilia Alemani, è "Il latte dei sogni" a cui Goldwasser si è ispirato per la sua opera intitolata "Persona" con la curatela di Pablo Uribe e Laura Malosetti Costa. L'Istituto Nazionale delle Arti Visive ha bandito un concorso e la selezione è stata effettuata dalla Commissione Nazionale delle Arti Visive con il supporto del Dipartimento di Internazionalizzazione della Cultura Uruguaiana. La scelta è caduta su Goldwasser, artista di Montevideo, classe 1961, che ha messo in piedi una particolare performance in cui Demis Marin, sarto mestrino dell'Atelier Salso, prende le misure ai clienti in un rapporto diretto con i corpi.

"Persona – spiegano i curatori - propone una riflessione critica che mette in scena un aspetto tanto essenziale quanto complesso delle società umane: i modi di coprire ed esporre i corpi, di disciplinarli e anche di distinguerli. La questione che solleva si riferisce alle forme con cui ogni essere umano si percepisce come persona costruendo il suo aspetto, il suo modo di entrare in scena ogni giorno della sua vita. L'etimologia del concetto si riferisce al teatro classico: il suo primo significato è stato 'maschera d'attore'. Quella maschera è all'origine della cultura del vestire".

Goldwasser propone, nelle sue opere, una tensione tra individuo e spersonalizzazione normativa in una linea di riflessione legata alla sartoria: come mestiere, come disegno soggetto a regole precise, come ripetizione e istituzione di norme, il tutto legato alla memoria e al trauma della sua storia familiare. Il suo lavoro si sviluppa a partire da un manuale di sartoria tedesco ereditato dal nonno, un sarto ebreo che grazie alla sua professione, confezionando divise, riuscì a salvarsi dal campo di concentramento nazista di Buchenwald, e arrivò così in Uruguay. Un elemento chiave di questa proposta è la stordente presenza dell'assenza di colore. Le tonnellate di stoffa nera nelle bobine da taglio, le file di maniche, gli strumenti di misurazione, i cartamodelli che ordinano ogni spazio, appaiono come un nero incubo che dialoga con "Il latte dei sogni", immaginato da Leonora Carrington, anch'essa sottoposta a quella pressione intollerabile e standardizzante a metà del XX secolo, che ha ispirato questa Biennale.

Dietro questo apparente gesto del sarto di Mestre si cela "la storia personale dell'artista, che è il punto di partenza di una storia del mondo, quella di molti ebrei emigrati in America" sostengono i curatori. Una potenza costruttrice e distruttrice insieme sovrasta l'opera artistica, poiché l'uomo è l'unico essere vivente sul pianeta capace di creare ma anche di distruggere il mondo con le sue creazioni. "Persona" di Gerardo Goldwasser ci invita dunque a fare la storia attraverso la metamorfosi dei corpi, in bianco e nero, come in quell'anonimo manuale di sartoria ereditato dal nonno, senza dati di edizione. Invita inoltre a guardare in maniera critico il presente e a immaginare nuovi modi di essere persona in un futuro che si avverte minacciato dalle nuove tecnologie, omologanti e distruttive. 

Secondo Silvana Bergson, Coordinatrice dell'Istituto Nazionale delle Arti Visive, Commissaria della partecipazione dell'Uruguay alla 59a La Biennale di Venezia, "la proposta uruguaiana è stata selezionata attraverso un bando pubblico che ha voluto mantenere l'eccellenza dei contenuti artistici e curatoriali considerando, al contempo, la necessità di rispettare scadenze e requisiti dell'esposizione. Per questo si è aggiunta una prima istanza di selezione, il cui obiettivo è stato quello di analizzare le proposte espositive in termini di realizzabilità̀, sia tecnica che economica. Successivamente, la Commissione Nazionale delle Arti Visive si è occupata di approfondire gli aspetti concettuali e gli elementi formali e tecnici delle proposte artistiche e curatoriali dichiarate valide, inviandone due alla Direttrice Nazionale di Cultura per la designazione definitiva.

In questo processo, svolto in stretta collaborazione e impegno con tutti i partecipanti, è stato selezionato il progetto presentato da Gerardo Goldwasser e dai due curatori Pablo Uribe e Laura Malosetti. Questa installazione, che stimola la riflessione critica sulla condizione umana, è in linea con la proposta curatoriale della Biennale e rappresenta una generazione di artisti uruguaiani che, negli ultimi anni, ha sviluppato un lavoro coerente. Da sottolineare che tutte le fasi di questo lavoro sono state stimolanti, impegnative e frutto di una gran collaborazione. Alla fine dei conti, questo è La Biennale: generare incontri, dialogo, stimolare la riflessione e lo scambio. Per questo ci dedichiamo e ci impegniamo a promuovere e sostenere l'enorme lavoro e la creatività sensibile e autentica del nostro artista Gerardo Goldwasser e del suo team".

A giudizio di Francisco Bustillo Bonasso, Ministro degli Affari Esteri, l'opera di Gerardo Goldwasser "aspira a promuovere una prospettiva umanistica, in sintonia con lo spirito delle attività culturali nazionali. Il fatto che l'Uruguay sia uno dei pochi paesi con un proprio padiglione nei Giardini della Biennale permette che tale senso umanistico del progetto acquisisca una visibilità molto maggiore. Mostrare il meglio della cultura uruguaiana al mondo è un modo per promuovere le industrie culturali nazionali e contribuire all'inserimento internazionale del paese. Il Ministero degli Affari Esteri è lieto di poter dare il proprio contributo affinché la proposta che ci rappresenterà in questa Biennale corrisponda alle finalità, agli ideali e agli elevati standard di qualità che sono caratteristici dell'internazionalizzazione della cultura uruguaiana".