I pubblici ministeri del Perù hanno dichiarato di aver richiesto l’estradizione del capitano italiano Giacomo Pisani della nave Mare Doricum nell’ambito di una inchiesta sulla fuoriuscita di migliaia di barili di petrolio al largo delle coste peruviane. I magistrati hanno specificato in una nota che Pisani ha lasciato il Paese il 9 marzo, partenza avvenuta giusto il giorno dopo un’udienza in cui gli era stato proibito di lasciare il territorio. Le autorità del Perù hanno specificato che sono stati versati 11.900 barili davanti a una raffineria Repsol, il peggior disastro ecologico del Paese, incidente avvenuto durante lo scarico di petrolio dalla nave italiana di proprietà della società armatrice Fratelli D’Amico Armatori S.p.A., che era destinato alla raffineria. Repsol, società spagnola, afferma che le onde sono state provocate in seguito all’eruzione del vulcano dell’isola di Tonga e la responsabilità è della nave italiana Mare Doricum, ma i proprietari della petroliera contestano l’accusa. Pisani, assieme a Jaime Fernandez-Cuesta direttore di Repsol, sono alcune persone indagate per il presunto reato di inquinamento ambientale.