Matteo Salvini (foto depositphotos)

di Alessandro Camilli

Totò e Peppino in missione a Berlino…viene in mente questa reminiscenza in rima della commedia, della commedia insieme grottesca di indimenticabili film in bianco e nero. Commedia, spesso tenuta in equilibrio giocoso sul filo del paradosso, con alla base sempre però una maschera fissa della commedia italiana: quello che si arrangia, si arrangia parecchio, una ne fa, cento ne inventa, mille ne millanta. Poi, al momento di tirar fuori la carta di credito…

27 maggio, se la verità è quella de La Verità – Corposo e ponderoso articolo de La Verità, se i fatti riportati corrispondono a verità, allora vuol dire che copione e sceneggiatura dei film di Totò prima, Sordi e Verdone poi si sono trasferiti, battute e trovate comprese, nella realtà, nella cronaca, nella politica. O in quel che della politica ne rimane. Si sta organizzando il viaggio di Salvini a Mosca. Il bagaglio è niente meno che quello di portare proposte e linguaggio di pace, Salvini non viaggia leggero. Lui stesso dirà: mica un viaggio di piacere…Qualcuno sta stendendo agende di incontri e contatti a Mosca, perfino un pranzo con Lavrov ministro degli Esteri russo.

Roba impegnativa, non si fa la Storia ma quasi. I contatti con la Russia li sta tenendo, non è dato sapere se in esclusiva, Capuano Antonio di Frattaminore, o Frattamaggiore? Si affaccia prosaica questione in una missione per conto della Pace, uno snodo plebeo ma i qualche modo inevitabile: i biglietti aerei. Rotta Italia-Turchia e poi forse altro scalo e poi finalmente Mosca. E ritorno. I turchi danno una mano a programmare e prenotare, non certo a pagare. Chi paga dunque i biglietti? Giunge questo piccolo ma sincero momento della verità.

La carta di credito…capricciosa

Antonio Capuano solerte collaboratore di Salvini nella missione a Mosca per la pace estrae la sua carta di credito. E che ci vuole a pagare un po’ di biglietti aerei? Sono un bel po’, però qui si fa la Pace! Però, dannazione, scalogna, iella, la carta di credito s’inceppa, non va. La sequenza è gemella di quella di chi ha sempre una banconota da 100 euro per pagare il caffè, quindi…La sequenza è gemella di quella di chi ha dimenticato il portafoglio a casa…La sequenza è un must nella sceneggiatura della commedia italiana dove opera la maschera fossa di chi si arrangia, molto si arrangia, una ne fa, cento ne inventa, mille ne millanta. E Salvini? Salvini ha le sue strategie, priorità, riflessioni. Lasciamo l’ipotizzare astratto del perché Salvini si avvale di Capuano. Al concreto: che fareste voi se un solerte consulente-collaboratore vi stesse organizzando un viaggio di lavoro programmando incontri con manager e imprenditori per u colossale affare e al momento di pagare il conto al ristorante dove state pranzando tirasse fuori la carta di credito e poi annunciasse: mannaggia, non funziona?

Per la cronaca, almeno secondo cronaca de La Verità: i biglietti aerei per la missione Salvini a Mosca per la pace li avrebbero poi pagati i russi, il quotidiano riporta che si erano offerti di farlo. E mica russi qualsiasi…però non spoileriamo l’articolo de La Verità. Ma questo, onestamente, è il meno: nella commedia grottesco classica l’obbiettivo è sempre che paghi qualcun altro. Non c’è bisogno di fare dietrologia sul perché i russi avrebbero messo mano al portafoglio, probabilmente era, nella sceneggiatura, la mossa successiva alla mossa della carta di credito.