di Stefano Casini

Attraverso questa rubrica vogliamo farvi conoscere quanto e come scorre sangue italiano anche nei settori di spicco della nostra societá. In realtá sono tanti che potremmo scrivere per anni, ma abbiamo fatto una selezione di coloro che si sono distinti lasciando impronte indelebili.

CESAR LOUSTEAU INFANTOZZI

Altro Architetto di spicco in Uruguay di origine italiana si chiamava César Lousteau Infantozzi, di madre pugliese della zona di Lecce, che si é laureato presso la Facoltà Pubblica di Architettura  (UDELAR). É nato a Montevideo nel 1926 ed é scomparso nel 2011.

Nella sua opera, vale la pena sottolineare la riforma e l’ampliamento della Scuola e Liceo Elbio Fernández, uno dei simboli costruttivi del centro di Montevideo. Ha svolto un’importante opera storiografica, dedicata in particolare alla storia dell’architettura in Uruguay, concentrandisi principalmente nei grandi nomi italiani come Andreoni, Veltroni, Bello o Reboratti. È stato membro dell’Istituto Storico e Geografico dell’Uruguay. Ha lavorato tanto anche come giornalista, prima nelle pagine del supplemento domenicale di El Día, poi su quelle de EL PAIS, fino alla sua scomparsa nel 2011.

Infantozzi

BIBLIOGRAFIA

Fra le sue opere letterarie, sicuramente la piú importante é stata “La influencia de Italia en la arquitectura uruguaya” che l’Istituto Italiano di Cultura in Uruguay ha lanciato nell’anno 1990

Vida y obra de Julio Vilamajó. Editoriale Dos Puntos, 1994 pp. 109

JOSE BELLONI

Giuseppe Leoncio Belloni Garaycochea nacque a Montevideo il 12 settembre 1882 e morí nella capitale uruguaiana il  28 novembre del 1965. É stato uno scultore uruguaiano, autore di monumenti emblematici che si trovano nelle piazze e nei parchi di tutto il paese. Figlio di un immigrato svizzero di Lugano (Canton Ticino) e di una basca spagnola. All’etá di 8 anni i suoi genitori si separaroono. La madre e le sorelle rimasero a Montevideo ma Giuseppe se ne andó con papá a Lugano, dove inizia il suo percorso artistico presso la Scuola Cantonale d’Arte con il maestro Luigi Vassalli, nell’ambito professionale Scuola di detta città. Ritornato in Uruguay, ottenne una borsa di studio di scultura nel 1899. Ritornò in Europa, dove frequentò l’Accademia di Monaco, e continuò ad inviare le sue opere ogni anno alle mostre di quella città, oltre a quelle di Roma, Ginevra, Lugano, Losanna e Neuchâtel. Fu Professore di disegno professionale nel Ticino (Svizzera) e, terminata la borsa di studio, tornò a Montevideo, dove fu incaricato dalla Commissione del Círculo Fomento de Bellas Artes per dirigere i corsi di modellismo e disegno ornamentale, incarico che mantenne fino al 1914, quando, in occasione della morte del direttore, il pittore Carlos María Herrera, fu incaricato di colmare la vacante. Nel 1910 partecipò all’Esposizione d’arte del Centenario argentino, dove vinse una medaglia d’argento per la sua opera Angustia. In quel periodo partecipò a un concorso con scultori nazionali e stranieri per la realizzazione di un monumento in omaggio a Artígas in cui fu infine selezionata la proposta dello scultore italiano Ángel Zanelli. Nel 1921 realizzò il monumento commemorativo alla memoria del pittore uruguaiano Carlos María Herrera che si trova sul Paseo del Prado. Nel 1951 inizia il modello di El Entrevero, un’opera che continuerà ad ampliarsi e migliorare fino al 1964, un’opera prettamente montevideana che si trova nella Plaza che porta appunto il nome di Entrevero.

 

ALBERTO BRECCIA

Alberto Breccia, nato a Montevideo nel 1919 è stato un fumettista uruguaiano che ha sviluppato tutta la sua carriera in Argentina. Le sue opere più rappresentative sono Sherlock Time, Ernie Pike, Mort Cinder, Vida del Che Guevara e un riadattamento di El Eternauta, tutti con sceneggiatura di Héctor Germán Oesterheld, così come Perramus con sceneggiatura di Juan Sasturain. È considerato uno dei massimi rappresentanti del fumetto argentino e una delle icone per eccellenza del fumetto mondiale. L’ampio lavoro dell’artista lo segna anche come punto di riferimento dell’arte legata ai diritti umani e alla resistenza all’autoritarismo. Alberto era discendente diretto di un’antica famiglia nobile marchigiana, i Breccia e i suoi nonni giunsero nel Rio de la Plata alla fine del XIX secolo per fare l’America. Nato a Montevideo, all’età di tre anni la sua famiglia si trasferì a Mataderos,  un popolare quartiere di Buenos Aires. Lì, prima di dedicarsi al disegno professionale, lavorò come operaio nell’industria della carne: “Ha fatto un lavoro molto spiacevole, era un raschiatore di budella” – disse.

Tuttavia, stava cominciando a prendere sul serio il suo disegno. Come lui stesso ha riconosciuto in alcune occasioni, non era dotato: era un ragazzo con una certa capacità. “Quando ho finito la giornata al mattatoio sono tornato a casa e ho disegnato quello che potevo. Con quei balbettii ho iniziato a cercare un lavoro.”  Nel 1974 El Viejo (così era conosciuto nel mondo dei fumetti), iniziò una collaborazione con lo sceneggiatore Carlos Trillo, con il quale produsse opere come Un tal Daneri (1974), ambientato a Mataderos, che per Breccia significava ” recuperare un po’ la mia infanzia e la mia adolescenza». In seguito realizzeranno altri lavori insieme come Nessuno (1977), Buscavidas12 (1981) e fumetti brevi dal look adulto basati su storie tradizionali per bambini. Il suo lavoro più importante dopo Mort Cinder è arrivato dalla mano dello sceneggiatore Juan Sasturain. Questo è Perramus (1983). A metà tra avventure e umorismo assurdo, quest’opera ridicolizza e allo stesso tempo denuncia la dittatura argentina, mescolando personaggi di fantasia con personaggi reali (come lo scrittore Jorge Luis Borges, che, in un esercizio di pura narrativa storica, viene premiato con il Premio Nobel, che in realtà non ha mai ricevuto) e ha vinto il Premio Amnesty nel 1989, nella categoria miglior libro a favore dei diritti umani. Tra i suoi ultimi lavori, Report on the Blind (1991), adattamento di uno dei passaggi del romanzo di Ernesto Sabato, nel quale Breccia cattura l’atmosfera inquietante e malaticcia del testo originale e realizza immagini sinceramente angoscianti.

VIRGINIA PATRONE

Virginia Patrone (Montevideo, 31 marzo 1950) è un’artista e insegnante uruguaiana con notevole attività in Uruguay e in Spagna. I nonni di Virginia giunsero, prima a Buenos Aires, poi a Montevideo dove si radicarono, alla fine della prima guerra mondiale, provenienti da un paese in provincia di Savona come migliaia di liguri a quell’epoca.

Nel 1971 Patrone inizia gli studi presso la Facoltà di Architettura (UDELAR). Nel 1978 decide di proseguire gli studi di pittura nella bottega di Pepe Montes che era stato discepolo diretto del maestro Joaquín Torres García. Nel 2003 si stabilisce a Barcellona e, tra il 2005 e il 2009 ha vissuto tra Madrid e Barcellona. Dall’anno 2010 ha uno studio a Barcellona e Montevideo. È la fondatrice del Buenaventura Workshop, fondato nel 1989 con gli artisti Carlos Musso, Carlos Seveso e Álvaro Pemper. Ha tenuto corsi ed è stata invitata dall’Institute of Fine Arts, dal Museum of Modern Art di New York e dalla State University di New York (SUNY) e programmi educativi nei musei di Barcellona e Madrid. Nel 1988 Patrone ha ricevuto una borsa di studio Fulbright. Ha vinto il Primo Premio Nazionale per le Arti Visive a Montevideo. Ha avuto mostre personali al Tokyo Metropolitan Museum of Art nel 1990 e alla State University di New York (SUNY). Il suo lavoro è presente nelle collezioni della Banca Interamericana di Sviluppo (Washington, D.C.), del Museo Nazionale delle Arti Visive (Montevideo, Uruguay), del Museo Blanes (Montevideo, Uruguay), del patrimonio artistico del Banco República (Montevideo , Uruguay), il Museo della Città di San Fernando (Punta del Este, Maldonado, Uruguay) e il Museo d’Arte Americana (Maldonado, Uruguay), tra gli altri.  Nel 2015 l’artista ha tenuto la mostra IRIS/La guarigione di un fantasma al Museo Nazionale delle Arti Visive (MNAV), una serie di dipinti e murales, oltre a disegni e testi su carta e un video realizzato in collaborazione con Rodrigo Spagnuolo e la partecipazione di Mariana Percovich. Il MNAV ha anche pubblicato un catalogo della mostra, con testi del curatore Jeremy Roe, un’introduzione di Enrique Aguerre e collaborazioni di Raquel Capurro e altri. Nel suo studio continua a produrre!

Premi e riconoscimenti

* Nel 1997 Patrone ha vinto il Premio Florencio Sánchez, il più prestigioso riconoscimento assegnato in Uruguay all’attività teatrale, per un murale realizzato insieme all’artista Álvaro Pemper

* Nel 2019 ha ricevuto il Premio Figari in riconoscimento della sua carriera.

* Biennale di pittura di Cuenca (Ecuador, 1991 e 1994

* Latino Art Gallery organizzata dalla Latin American Development Bank a Nagoya (Giappone, 1991)

* Biennale di Valparaiso (Cile, 1994)

* Biennale di Vento Sul (Brasile, 1996)

ARCHITETTI E INGEGNERI ITALIANI DI GRANDE SPICCO IN URUGUAY

ROMÁN FRESNEDO SIRI

Román Fresnedo Siri é nato a Salto il 4 febbraio 1903 ed é scomparso a Montevideo il 26 giugno 1975. É stato un architetto uruguaiano che progettò l’edificio della sede della Pan American Health Organization a Washington.

Roman Fresnedo è nato a Salto e durante l’infanzia la sua famiglia emigrò in Paraguay dove studiò primari, secondari e geometri.Nel 1923 la sua famiglia tornò a Montevideo, dove iniziò gli studi in architettura laureandosi nel 1930. Si laureò con medaglia d’oro come architetto della Facoltà di Architettura dell’Università della Repubblica, situata nel vecchio edificio della Facoltà di Matematica nella Città Vecchia di Montevideo.

    • Tribuna Folle Ylla (1938) e Tribuna Locale (1945) all’Ippodromo di Maroñas;

    • Le “case gemelle” in Av. Ing. Luis Ponce (1946, oggi demolito);

    • Edificio della Facoltà di Architettura, inaugurato nel 1947, situato all’angolo tra Bulevar Artigas e Bulevar España (in collaborazione con il collega Mario Muccinelli);

    • Palacio de la Luz, sede di UTE, nel quartiere di Arroyo Seco;

    • Sede dell’Organizzazione Panamericana della Sanità a Washington, DC, Stati Uniti, inaugurata nel 1965 edificio dell’Organizzazione Panamericana della Salute

    • Monumento a Luis Batlle Berres inaugurato nel 1967;

      * Progettazione e sviluppo delle terme Lagomar a Ciudad de la Costa, Canelones, nel 1952;

    • Sanatorio americano, nell’area del Parque Batlle (1943-1946)

    • Ippodromo do Cristal, (1951-1959) a Porto Alegre. Brasile.

    • Edificio Esplanada (1952) a Porto Alegre. Brasile.3

JOSÉ LUIS MASSERA

José Luis Massera (Genova, 8 giugno 1915-Montevideo, 9 settembre 2002) è stato un ingegnere e matematico italo uruguaiano, famoso per il lemma che porta il suo nome, che risolve il problema della stabilità dell’equilibrio in equazioni differenziali non lineari in termini di funzione di Lyapunov. 

Massera è nato in Italia, da genitori uruguaiani momentaneamente di passaggio per l’Europa. In quanto tale, è stato iscritto al consolato uruguaiano a Genova, essendo quindi cittadino uruguaiano. Nella Facoltà di Ingegneria dell’Università della Repubblica di Montevideo si è laureato come ingegnere industriale ma sempre ha amato e visitato frequentemente Genova e tutto il nostro paese, afferratto alle sue origini di Massera. Dal 2017 un asteroide porta il suo nome.

BERNARDO PONCINI

Originario del Canton Ticino in Svizzera, Poncini studió a Milano, all’Accademia Artistica di Brera. Cominció a lavorare a Montevideo tra il 1857 e il 1863, e tra le sue opere più importanti si ricordano:

* La riforma della Cattedrale Metropolitana di Montevideo nel 1858

* La modifica del progetto di Plaza Independencia a Montevideo nel

1860, con l’aggiunta di ordini dorici

* La rotonda del Cimitero Centrale di Montevideo (1859-1863)

* Un’ala in via Guaraní dell’Ospedale Maciel nel 1859; in questa estensione, Poncini riuscì a rispettare lo stile neoclassico del suo predecessore José Toribio. Ha anche costruito opere di altissimo rilievo in Argentina, mettendo in evidenza la famosa cattedrale della città di Gualeguaychú.

HECTOR VIGLIECCA

Un capitolo a parte per il quale dedichiamo piú spazio é  per Héctor Vigliecca, uno degli architetti più premiati in Brasile, di origine italiana e che ha studiato la sua carriera alla UDELAR di Montevideo. Vigliecca aveva le stesse origini (probabilmente sono lontani parenti) di un nostro lettore, il Sr Rómulo Vigliecca, ossia, i bisnonni giunsero in Sudamerica alla fine del Secolo XIX. 

Ancora in attivitá, Héctor é nato a Montevideo nel 1940:  architetto e urbanista naturalizzato brasiliano, ha anche la cittadinanza italiana. Raccoglie una vasta produzione di opere che comprende progetti di edilizia sociale, arene multiuso ed edifici in ambito culturale, educativo e istituzionale oltre a progetti urbani di grande portata. È il fondatore dello studio di architettura Vigliecca & Associados con sede a San Paolo. Tra i progetti di spicco ci sono OUC Mooca-Vila Carioca (Quartieri di Tamanduateí), studi integrati nell’area di 1.600 ha a San Paolo (SP), Castelão Arena, una delle sedi della Coppa del Mondo FIFA 2014 in Brasile, Parco Olimpico di Deodoro, la più grande area olimpica del Rio-2016, e il Parque Novo Santo Amaro V, progetto di edilizia sociale di riferimento; 

Vigliecca è molto conosciuto per partecipare a concorsi nazionali e internazionali, che gli  hanno fatto vincere 50 premi e ispirato il libro “Ipotesi sulla realtà” (2012), raccogliendo progetti di concorso pubblico ideati tra il 1971 e il 2011. È inoltre autore di “Il Terzo Territorio – Collective Housing and City (2014)” e uno degli autori di “Arena Castelão – Governador Plácido Aderaldo Castelo (2014)” su Arena Castelão.[ Trai suoi principali riconoscimenti ci sono “Best of 2012”, nella categoria “Urbanity”, assegnato dall’Associazione Paulista dei Critici d’Arte), “Distinction Award” alla Biennale Internazionale di Architettura di San Paolo (1993 e 2003), “The Best of Architecture” di Abril Publishers, per il progetto di riurbanizzazione di Oscar Freire Street e il progetto di edilizia sociale e riurbanizzazione di Heliópolis Favela, entrambi nel 2008, e la “Medalla de Oro” assegnata dalla Sociedad de Arquitectos de Uruguay (SAL) nel 1977. Nel 2010 ha ricevuto tre premi in una volta dall’Istituto Brasiliano di Architetti (IAB-SP): il “Premio Speciale Joaquim Guedes – Best Built Work (riurbanizzazione dell’Área de Portais, Osasco-SP), 1° Premio nella categoria Urbanistica (Progetto Tietê II del Consorzio Operazione Urbana – Osasco-SP) e Menzione d’Onore sull’Edilizia Sociale (Parque Novo Santo Amaro V). È stato premiato dal municipio di San Paolo, “Onore agli urbanisti latinoamericani che hanno contribuito alla costruzione della città di San Paolo” nel 2011  ed è stato nominato per i premi internazionali dal Marcus Foundation Prize e dal Mies van der Rohe premio, quest’ultimo uno dei premi di architettura più importanti al mondo. Il suo nome è citato nel libro “Premio Mies Van der Rohe de Arquitectura Latinoamericana”. Il suo progetto per il concorso pubblico internazionale per il Gran Museo Egizio del Cairo ha ricevuto una menzione d’onore nel 2003. Si tratta del più grande concorso internazionale svolto negli ultimi due decenni con un numero senza precedenti di 1.557 partecipanti, che ha coinvolto molti dei grandi nomi dell’architettura internazionale, di cui 20 sono stati scelti nella prima fase per assegnarne solo dieci alla finale fase. Il team di Hector è stato l’unico team non europeo selezionato, un risultato che lo ha garantito come un architetto famoso del 21° secolo e gli ha anche dato un’esperienza senza pari nello sviluppo di questo progetto sostanzioso per oltre un anno, visitando il sito tre volte.