Spiragli di pace nel conflitto russo-ucraino. “La Russia era ed è ancora pronta a risolvere il problema attraverso la diplomazia” ha detto, ieri, il portavoce del Cremlino, Dimitri Pesko, specificando che “è opportuno ricordare che tali termini sono stati concordati a Istanbul il 29 marzo scorso, da entrambe le parti”. E prevedono sostanzialmente una separazione delle trattative riguardanti da un lato la neutralità di Kiev e dall’altra il futuro della Crimea e del Donbass.

Intanto torna a preoccupare la centrale nucleare di Zaporizhzhia, sequestrata all’inizio di marzo dai russi: “Ogni principio di sicurezza nucleare è stato violato, la posta in gioco è estremamente grave e pericolosa” dal momento che “l’integrità fisica dell’impianto non è stata rispettata” ha spiegato Rafael Grossi, direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica.

Nel frattempo, sul versante bellico, ieri la Russia ha accusato per la prima volta Washington di coinvolgimento diretto in azioni militari in Ucraina. Lo ha riferito la Bbc citando il generale Igor Konashenkov, portavoce del ministero della Difesa russo, e precisando che finora il Cremlino aveva imputato agli Usa solo di combattere “una guerra per procura”. Konashenkov ha rinfacciato all’amministrazione Biden di aver approvato bersagli presi di mira dalle forze ucraine con missili Himars di fabbricazione americana.